D’Annunzio

Casa Natale Gabriele d’Annunzio

La casa natale di Gabriele d’Annunzio, il Museo “Casa Natale di Gabriele d’ Annunzio” sorge sul corso principale dell’antica città di Pescara o “Pescara Vecchia”.

Era racchiusa in una fortezza militare demolita negli anni dell’infanzia del poeta, che a sette anni compone musica e 17 anni, nel 1880, pubblica Primo Vere, una raccolta di versi.

Fu dichiarata Monumento Nazionale nel 1927 con decreto di Mussolini, sollecitato dallo stesso d’Annunzio che voleva così assicurarla alla tutela dello Stato.

Nel 1958 l’edificio è passato al Demanio dello Stato e successivamente posto sotto la tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e, recentemente al Polo Museale.

Ha subito diversi interventi di restauro e consolidamento che non hanno troppo alterato l’originaria tipologia di casa borghese ottocentesca. Al piano terra si apre un piccolo e raccolto cortile, caratterizzato da un pozzetto in laterizio.

Gabriele d’Annunzio nasce in questa casa il 12 marzo 1863, da Francesco Paolo d’Annunzio e Luisa De Benedictis.

Vi trascorre l’infanzia fino all’età di undici anni quando, per proseguire gli studi, si trasferisce a Prato, ospite del Real Convitto Cicogni di Prato, fino alla maturità classica, ottenuta con un anno di anticipo e con ottimi voti. Ci saranno successivamente brevi ritorni in Abruzzo per salutare la mamma rimasta sola in questa casa, fino al 1917, amorevolmente assistita dalla governante Marietta Camerlengo.

Il Museo “Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, occupa il piano terra e il primo piano dell’edificio.

Al piano terra si visita la stalla, dove ancora si percepisce lo straordinario amore che il poeta nutrì per i suoi cavalli, Aquilino e Silvano.

Al primo piano dell’edificio, di impianto settecentesco, il percorso di visita alla casa, la cui struttura conserva la tipologia di casa borghese, si snoda attraverso le prime cinque stanze. Il visitatore si immerge nell’atmosfera della casa ottocentesca con gli arredi, le suppellettili, i dipinti dell’epoca: uno scrigno di ricordi e di vissuto dell’infanzia del Poeta.

A farci da guida è proprio il Vate, attraverso i brani tratti dal Notturno, riportati sui pannelli posti nelle stanze, che ci trasmettono l’emozione, l’affetto per questa casa e la nostalgia per gli anni dell’infanzia felice trascorsa con la famiglia ancora tutta unita e con i tanti amici e compagni di giochi.

Le stanze di rappresentanza furono impreziosite da decorazioni a tempera nelle volte, realizzate da artisti marchigiani a metà dell’Ottocento e sono la testimonianza più antica di decorazione pittorica esistente in città conservatasi nella sua integrità. Ripropongono temi neoclassici con motivi vegetali a candelabre, figure di amorini e animali fantastici.

Nella seconda sezione del Museo troviamo il guardaroba del Poeta, uno spaccato della moda del tempo della quale fu originale e innovativo interprete. Si ammirano il cappotto rosso indossato per le battute da caccia o nelle gare ippiche, gli originali sandali dorati che completavano le mise estive. Nelle stanze successive sono le preziose prime edizioni delle sue opere, illustrate con xilografie. Segue lo scenografico inquietante allestimento con i calchi del viso e della mano del poeta, realizzati sulla sua salma appena dopo la morte, la notte del 1° marzo 1938, dall’amico scultore Arrigo Minerbi. Infine nella stanza del Poeta soldato sono cimeli di guerra, foto d’epoca, pannelli illustrativi delle imprese belliche e le divise da generale.

In questo museo sono allestite mostre temporanee, negli spazi espositivi a piano terra. Attualmente al primo piano sono in esposizione opere di artisti abruzzesi dell’Otto e Novecento provenienti dal Museo Nazionale dell’Aquila: tra tutte spicca I morticelli una famosa opera di Francesco Paolo Michetti: un tema triste interpretato in maniera liricamente poetica.