Patrimonio culturale – L’Archivio Comunale di Gioia dei Marsi

Gioia dei Marsi
Archivio di Gioia. Il Comune di Gioia conferisce la cittadinanza onoraria  all’on. Erminio Sipari (1924).

Una miniera di preziose informazioni, di storia e di storie

Merita di essere scoperto e valutato, soprattutto dai giovani

di Carmine Granato

Gioia dei Marsi, detta la “porta” del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, possiede ancora ciò che è rimasto del suo archivio.

Si tratta di una miniera, che è una fonte inesauribile di preziose informazioni, di storia e di storie.

Attraverso i vari registri si possono ricostruire gli alberi genealogici delle famiglie gioiesi.

Leggendo gli atti amministrativi, si possono ricostruire due fasi della vita di questo paese.

Lo spartiacque tra le due fasi è rappresentato dagli effetti del terremoto, che distrusse la vecchia  e  fece nascere la nuova Gioia, non per scelta, ma per  necessità e in fretta.

Infatti, l’attuale Gioia fu costruita ex novo, dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, ad eccezione del cimitero

Nonostante lo smarrimento generale, che regnava dopo il terremoto, i solerti impiegati del Comune di Gioia riuscirono a compilare i registri dei morti al terremoto.

Attraverso la lettura degli atti amministrativi è possibile capire  il modo faticoso e pesante con il quale la popolazione iniziò una difficilissima ricostruzione.

L’opera di ricostruzione fu agevolata molto dalla città di Ferrara, che aveva adottato Gioia e che aveva raccolto denaro, indumenti e tanto altro per aiutare i “fratelli” abruzzesi, costruendo, tra gli altri,  un piccolo condominio chiamato “Case Ferrara”.

Anche il Giornale d’Italia, promuovendo una sottoscrizione tra i lettori, costruì un piccolo caseggiato.

Le “Case Ferrara”, nella seconda metà del Novecento furono abbattute, forse, perché fatiscenti.

Quelle case, dopo il terremoto, furono provvidenziali per un discreto numero di famiglie.

La generosa città di Ferrara mandò a Gioia anche parte del suo Ufficio Tecnico.

Come atto finale, l’Ufficio Tecnico di Ferrara  stese anche un Piano Regolatore per la nuova Gioia, che rimase guida per la stesura definitiva dello sviluppo urbanistico dell’attuale paese marsicano.

La notizia dell’intervento di Ferrara a Gioia è stata rivelata  a Cesira Sinibaldi dal compianto  Alessandro Graziani.

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