Montorio al Vomano (TE) un borgo da scoprire

Ricerca di Elisabetta Mancinelli

Vi si entra per il Corso che immette nella vasta , vivace e bella piazza Orsini, l’antica piazza del Mercato , su cui si affaccia la cinquecentesca Parrocchiale di San Rocco con la Collegiata che venne fatta edificare a partire dal 1527 dalla contessa Vittoria Camponeschi. La chiesa ha una duplice facciata, una in pietra e una a mattoni e ad intonaco. Vi si aprono due portali, uno di forme tardo rinascimentali (1549) e l’altro, barocco, del 1633. Nell’interno sono custoditi 4 monumentali altari lignei settecenteschi intagliati e dorati con statue e due preziosi dipinti d’epoca uno del 1530 raffigurante la Resurrezione e l’altra, del 1607, L’Ultima Cena.

Di notevole interesse artistico sono anche il busto ligneo cinquecentesco di San Rocco e l’Organo settecentesco di autore anonimo (cm. 450 x 370 x 180 ca.): uno strumento di grande rilevanza storico-artistica; alcuni documenti rinvenuti nell’archivio parrocchiale, ne testimoniano la provenienza napoletana e la datazione al 1636, attestandolo come l’organo più antico finora conosciuto in Abruzzo. Altro aspetto molto importante è la sostanziale integrità del corpo sonoro.

La piccola Chiesa di S. Antonio con annesso convento di S. Francesco si trova su un lato della Piazza Orsini. La sua fondazione è ignota ma, per forma e costruzione, si suppone sia stata edificata prima dell’Ordine dei Minori (cioè prima del ‘500). Inizialmente dedicata a San Francesco, fu consacrata a Sant’Antonio quando sulla porta della chiesa fu scoperta un’iscrizione del Santo. L’interno conserva un’acquasantiera del ‘500con animali acquatici nel bacino, mentre la base presenta medaglioni in stile classico. Le vetrate che raffigurano Santa Caterina da Siena e Santa Chiara sono invece più recenti. Ai lati dell’altare maggiore sono i rappresentanti due miracoli del Santo: quello della mula che s’inginocchia davanti al Sacramento e, sulla sinistra, quello di Sant’Antonio morente che viene portato a Padova, opera del teramano Ugo Sforza.

Sulla stessa piazza è il Palazzo Marchesale Camponeschi-Carafa, con bel portale e tracce di affreschi nell’interno che risalgono al 1500. All’imboccatura di via del Municipio si notano i due archi dell’anticoPalazzo dell’Università di Montorio: poco avanti, attraverso quella che anticamente fu una delle due porte di accesso al paese, si raggiunge la piccola ma scenografica Piazza della Conserva, con il vecchio lavatoio.

Situata anch’essa nel cuore del centro storico la Chiesa degli Zoccolanti venne così chiamata dai montoriesi per l’usanza dei Frati Minori Osservanti di indossare zoccoli di legno, provocando rumore durante le processioni. Si presenta nell’assetto del 1755, quando Carlo di Borbone la fece ingrandire e restaurare quasi dalle fondamenta, arricchendola di cornicioni, colonne, stucchi e cappelle. La facciata è semplice mentre l’interno a navata unica è arricchito da un organo ligneo dipinto e da cinque altari lapidei con decori e stucchi in stile rococò. Interessanti i due affreschi dell’altare principale, uno con il Papa che concede la bolla di riconoscimento dell’Ordine di San Francesco, l’altra raffigurante l’estasi del Santo.

Suggestivo, infine, il Chiostro un tempo affrescato con immagini di Santi e stemmi gentilizi pitturati da monaci. Nel 1998, sotto la guida della Sovrintendenza, è iniziato un lavoro di restauro che ha trasformato il chiostro inun museo di arte, cultura e tradizione popolare della Vallata del Vomano che raccoglie la collezione privata dell’artista Giovanni Gavioli che in oltre 30 anni ha reperito migliaia di antichi attrezzi della civiltà contadina.

Di notevole interesse è la ricostruzione in miniatura degli antichi mestieri e scene di vita quotidiana che sono in gran parte animate e danno uno spaccato della vita tipica delle popolazioni abruzzesi della fine dell’ottocento e i primi anni del novecento riproducendo molti antichi mestieri ormai scomparsi.

Nell’antico Borgo si può ammirare anche la piccola ma deliziosa Chiesetta di San Filippo, cui si accede da una scalinata che offre scorci molto suggestivi fra le vecchie case. Proseguendo si notano alcuni pregevoli portali in pietra, fra cui la stupenda facciata quattrocentesca di Casa Catini, con il portale dei leoni dal cui interno, si può ammirare la pittoresca veduta sul corso del Vomano.

Su un’altura ai margini dell’abitato è ubicata la Chiesa con annesso Convento dei Cappuccini fondata nel 1576, ricca di notevoli testimonianze artistiche, fra cui begli altari lignei di cui il maggiore fu intagliato dal famoso fra’ Giovanni Palombieri di Teramo, verso la fine del ‘700.

Di grande interesse alcuni monumenti nei dintorni del paese : a Villa Brozzi si trova la Chiesa di Santa Maria in Brecciano a navata unica, con soffitto ligneo dipinto a cassettoni, uno splendido ciborio trecentesco e vari resti altomedievali.

Al di sotto sono stati ritrovati i resti di una villa d’età imperiale; a Leognano, il Palazzo cinquecentesco dei Marchesi Civico, ove nel 1744 nacque Melchiorre Delfico, e la Parrocchiale di San Salvatore, ricchissima di altari di legno intagliato e dorato e di pregevoli tele, in corso di restauro. Di proprietà privata ma visitabile all’esterno, è l’antichissima Chiesa di San Lorenzo situata lungo la strada che da Teramo conduce a Montorio, ove si sono rinvenute tracce più che cospicue d’epoca romana e resti di sepolcri.

Occupata dai Benedettini (si chiamò infatti, per un certo tempo, San Benedetto a Paterno), trasformata in splendide forme romaniche, con stupenda abside, e interno diviso da colonne con capitelli di squisita e originale fattura, e una cripta ad ambulacro, è uno dei monumenti più interessanti dell’intera provincia teramana, sebbene sia tuttora pressoché sconosciuta.

Il Tempio di Ercole A circa 7 km da Montorio al Vomano in direzione L’Aquila, si trovano i resti di un rarissimo Tempio preromano dedicato ad Ercole che sorge sull’antica via che conduceva a Roma in posizione strategica . Immerse nel verde dei boschi, le arenarie multicolori e l’azzurro del fiume, queste rovine  costituiscono un importante polo di attrazione turistico – naturalistica.