BENI CULTURALI – Aperto l’Archivio vaticano di Pio XII

Storica apertura  dell’archivio vaticano di Pio XII

La Santa Sede ha comunicato di avere aperto l’archivio di Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli, Pio XII, che fu papa dal 1939 al 1958.

Risultano più chiari i suoi sforzi per aiutare gli ebrei, prima e durante la seconda guerra mondiale.

A Roma sono giunti studiosi da tutto il mondo.L’apertura dell’archivio ci aiuterà  a scoprire la grandezza  di un quasi “precursore del Concilio Vaticano II”.

 

Il  2 marzo 2020 sarà ricordato come il giorno di apertura della sezione dell’Archivio apostolico vaticano riguardante Papa Pacelli.

Questa miniera  di carte custodisce i documenti che riguardano Eugenio Pacelli, che fu papa dal 1939 al 1958, con il nome di Pio XII.

Si tratta di sedici miliardi di fogli catalogati, di oltre 15 mila buste e 2.500 fascicoli, riordinati in 13 anni di lavoro di addetti e di studiosi dell’Archivio apostolico vaticano, guidati dal prefetto Sergio Pagano, il genovese vescovo barnabita.

Per volere di papa Francesco, contemporaneamente, è stato reso possibile accedere  anche all’Archivio Storico della sezione per i rapporti con gli Stati.

Quindi, è possibile  consultare tutti i documenti inerenti al pontificato pacelliano.

Parte dei documenti è digitalizzata e si può leggere, usando i computer messi a disposizione per 20 utenti, nella sala Pio XII, della Torre Borgia.

Ad  anticipare le principali novità di questo “progetto di digitalizzazione”, iniziato durante il pontificato di Benedetto XVI, è stato Johan Icks, direttore dell’archivio storico della segreteria di stato, sezione rapporti con gli stati.

Johan Icks ha scritto, tra l’altro, su “L’Osservatore Romano” e sul sito “Vatican News”: ” Grazie alla facilitazione di accesso a questa documentazione si potrà consultare velocemente tutta l’attività diplomatica spesso sotterranea a favore degli ebrei, messa in atto dai collaboratori di Pio XII in Segreteria di Stato.

I nomi dei principali collaboratori sono: il cardinale  Luigi Maglione, Domenico Tardini, Giovanni  Battista Montini (n.d.r. futuro Paolo VI) e Alfredo Ottaviani”.

In una intervista a “Vatican News”, l’arcivescovo inglese, Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha aggiunto: ” Dalle carte risulteranno evidenti gli sforzi fatti da Pacelli per cercare di rispondere alle richieste di aiuto per la salvezza dei perseguitati e dei bisognosi in pericolo di vita.

Emergerà, sicuramente, anche l’odio del nazismo nei confronti della Chiesa cattolica e del Papa stesso”.

Attraverso lo studio di queste carte, si potrà conoscere anche il Pio XII del dopoguerra.

In particolare si possono conoscere i grandi gesti, lontani dai riflettori, compiuti per aiutare figure di ecclesiastici, che vivevano sotto l’influenza sovietica, come il cardinale ceco Josef Beran e l’ungherese  Jozsef Mindszenty.

L’attesa e  storica apertura di questo archivio ci aiuterà  a scoprire la grandezza  di un quasi “precursore del Concilio Vaticano II”.