Cercare la Verita’

di Raimondo Rosario Giunta

Molti sono stati i i filosofi che hanno pensato di dire parole eterne, che hanno voluto essere sacerdoti di una religione senza divinità. Ma la verità che si vuole dimostrare e proclamare non è cosa che si trova; è proprio essa a venirci incontro, a svelarsi, se la si cerca.

Con parola impareggiabile per profondità di significato e ricchezza di suggestioni i greci la chiamavano “a-letheia”, ciò che non può nascondersi ,che si rivela. Instauravano il primato del vedere nella riflessione filosofica, creando una connessione inscindibile tra luminosità e verità. Se non c’è luce, non c’è svelamento, non c’è verità.

La verità ti viene incontro se la cerchi,se al momento dello stupore (thaumazein) segue la volontà di capire ,di cercare il principio,la causa delle cose. Ti viene incontro ,ma non si dà come pieno possesso;ha una profondità che attira,ma non si attinge.Si pone come illuminazione, non come certezza e ti impedisce di restare fermo,sospingendoti per altre inesauribili richieste e domande di senso.

Nella ricerca della verità è mancato un autentico spirito dialogico;si è cercato di vincere e anche a qualsiasi costo e non di convincere ,di persuadere chi aveva altre opinione.”CERCARE LA VERITA’ E’ COME CORRERE DIETRO AD UN UCCELLO IN VOLO”(Aristotile).

Nella ricerca di un sapere valido indubitabile la filosofia si è fatta prendere la mano dalle scienze e ha cominciato a perdere le parole proprie e a circoscrivere l’orizzonte del proprio sguardo per liberarsi delle domande di senso, per tacitare il proprio sentimento di impotenza .

Ma il mondo delle scienze e il mondo della vita non sempre coincidono e ne deriva un impoverimento della nostra umanità a volerli fare coincidere. Il mondo della vita è dentro il movimento di ciò che è “qui ed ora” e la Filosofia deve ritrovare l’ardimento di affrontare la sfida con l’assoluto se vuole ritrovare il fine che la giustifichi.