Il nostro contributo di idee al Next Generation Eu Plan

Le parole sono molto importanti.

Per porre rimedio ai danni provocati dal Covi-19, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto, con successo, un piano, chiamato Next Generatione Eu, stanziando 750 miliardi.

I 209 miliardi stanziati per l’Italia, che ci ostiniamo a chiamare Recovery Fund,  dovranno servire per una storica ripartenza a favore delle nuove generazioni e non per spese improduttive.

L’espressione Recovery Fund è fuorviante perché è riduttiva.

 

 

di Carmine Granato

 

 

 

Visto come sono stati spesi parecchi dei soldi pubblici italiani, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi;

visto come sono stati spesi i soldi pubblici  europei, dalla nascita dell’Europa, come  Club di governi, ad oggi,  penso che l’obiettivo odierno dell’Italia debba essere quello di spendere bene tutti i fondi italiani ed europei, ordinari e straordinari, tenendo in debito conto l’obiettivo di elevare il livello di cultura del nostro Paese.

Quando parliamo dell’Italia, viene in mente quella parte di fondi male spesi dalla Cassa del Mezzogiorno;  in occasione di tante calamità naturali;   per opere mai finite;   per opere finanziate e mai iniziate o per le famose “cattedrali nel deserto”.

Quando parliamo dell’Europa, ci torna alla mente quella parte di fondi europei che non sono stati mai spesi o che hanno preso la via di affluenti non del tutto leciti.

A causa dei disastri provocati dal Covid-19, l’Europa ha stanziato 750 miliardi di euro per il progetto Next Generation Eu, dei quali all’Italia spettano 209 miliardi.

Per spendere utilmente la quota spettante all’Italia, il governo Conte due ha individuato nove direttrici, per conseguire i seguenti obiettivi:

  1. Un Paese completamente digitale;
  2. Un Paese con infrastrutture sicure ed efficienti;
  3. Un Paese più verde e sostenibile;
  4. Un tessuto economico più competitivo e resiliente;
  5. Un piano integrato di sostegno alle filiere produttive;
  6. Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese;
  7. Maggiori investimenti in istruzione, formazione e ricerca; (link con appello scienziati)
  8. Un’Italia più equa e inclusiva, a livello sociale, territoriale e di genere;
  9. Un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente.

Per ciascuno degli obiettivi occorre preparare dei progetti realizzabili e inseriti in un pacchetto di investimenti e di riforme correlate.

Viste le maggioranze ballerine, che governano o che potrebbero governare l’Italia in questo importantissimo frangente storico, penso che nel nostro Paese si debba aprire un grande dibattito, che dovrebbe coinvolgere il parlamento, cittadini e gruppi e associazioni e professionisti di ogni ramo.

Al termine del dibattito dovrebbero emergere delle direttive per quanto possibile vincolanti.

Nessuno dei cittadini italiani dovrebbe sottrarsi al compito di capire cosa possa fare lui per il suo Paese e non il Paese per lui, come diceva J.F. Kennedy.

Noi di articolonove.it  non ci sottraiamo al dovere di dare qualche suggerimento, che ci sembra utile per sfruttare al meglio un’occasione irripetibile.

Secondo noi, al centro di ogni azione, tesa a migliorare la situazione dell’Italia, ci deve  essere la persona, e i giovani in particolare, a prescindere dal luogo e dalle condizioni di nascita.

A tutti i giovani deve essere offerta la possibilità di una buona partenza sul cammino degli studi o del lavoro.

Per tutti deve essere valido  tutto ciò che è previsto dalla nostra Costituzione.

Non per niente il progetto si chiama Next Generation Eu Plan, ossia un Piano rivolto alla prossima generazione.

Per esempio, l’istruzione e la sanità,  che sono a disposizione di una persona nata in una città del Nord Italia, devono essere simili se non uguali a quelle che vengono offerte a chi nasce a  Sud del nostro Paese.

I viaggi della speranza e il turismo sanitario devono avvenire tra il resto del mondo e l’Italia e non da Sud a Nord del nostro Paese.

E ciò si può realizzare usando bene il MES, o Fondo salva stati, non avendo  paura delle sigle, ma spendendo bene il denaro pubblico per creare un  Servizio Sanitario Nazionale di eccellenza.

Il fenomeno degli studenti universitari fuori sede deve essere limitato non perché gli studenti si debbano accontentare di frequentare l’università a 120 passi da casa,a prescindere da latri parametri, ma perché tutte le università devono puntare all’eccellenza, al Nord come al Sud.

Tutte le scuole d’Italia devono essere belle, sicure e aperte dalle sette del mattino alle 11,30 della sera, a disposizione degli studenti e del territorio, soprattutto affinché tutti possano praticare uno sport, frequentare le lezioni curriculari, le biblioteche  e corsi di ogni genere.

Per elevare il medio livello culturale e per recuperare tutti coloro che hanno interrotto gli studi, bisogna tornare a istituire anche le scuole serali, dando la possibilità a tutti di studiare nell’arco di tutta la vita.

Ogni iscritto ad una  scuola di ogni ordine e grado deve potere avere a disposizione insegnanti qualificati, un computer e la possibilità di collegarsi con il mondo.

Bisogna inserire le donne nel mondo del lavoro perché il loro inserimento sarebbe un arricchimento sociale, economico, culturale e personale per la metà del popolo italiano.

(nella foto, busto di  Cicerone)