Paesaggio – A Padova, Laurea Magistrale in Scienze per il paesaggio

di Carmine Granato

All’Università di Padova, il primo esempio, in Italia, di percorso formativo dedicato specificamente alla cultura del paesaggio.E’ aperto a tutti i laureati e funzionerà dal mese di ottobre 2020. E’ un corso interdisciplinare, che prevede ore di aula e giorni sui territori.

 

di Carmine Granato

Forma esperti in gestione del territorio

 

Forma esperti in gestione del territorio, da molti punti di vista, da quello turistico a quello agricolo e forestale e della conservazione e della tutela.

L’ Università di Padova si  impegna per l’applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio.

 

Il paesaggio non è solo il panorama e non è solo il “bel paesaggio”.

Con questo termine la Convenzione Europea del Paesaggio intende ogni porzione di territorio così come appare nella percezione di chi la osserva e la vive e le cui caratteristiche dipendono dalle dinamiche in atto nel territorio stesso.

Il paesaggio, cioè, è sia la realtà che la sua rappresentazione, sia un pezzo di mondo sia il modo in cui ci rapportiamo con esso.

E il 2020 è un compleanno importante per chi si occupa di paesaggio, in particolare, e per tutti i cittadini europei, perché si festeggia il ventennale della “Convenzione Europea del Paesaggio” siglata a Firenze il 20 ottobre 2000.

Si tratta di un documento d’indirizzo fondamentale per ridare centralità e attenzione al paesaggio come elemento identitario e fonte di benessere per la vita di tutti, attraverso una rinnovata consapevolezza, la formazione e la partecipazione oltre la cerchia degli esperti o degli addetti ai lavori.

A vent’anni di distanza da quell’invito, l’Università di Padova, in qualità di socio fondatore di UNISCAPE (la rete delle Università impegnate per l’applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio) rafforza il proprio impegno.

A ottobre 2020 infatti aprirà il nuovo corso di laurea magistrale in Scienze per il Paesaggio, primo esempio in Italia di percorso formativo dedicato specificamente alla cultura del paesaggio.

A fianco delle competenze tecniche relative alle azioni di progetto, pianificazione e tutela, nella cultura del paesaggio si intersecano l’insieme delle conoscenze e delle caratteristiche dei paesaggi stessi, la comprensione delle dinamiche di trasformazione e del ruolo che il paesaggio svolge per i singoli e per le comunità, la capacità di interpretarne le rappresentazioni.

Proprio per l’interdisciplinarità del tema, il Corso di laurea è pensato per accogliere studenti da diversi percorsi di laurea triennale.

 

Benedetta Castiglioni, coordinatrice del Corso, informa che il corso si rivolge a chiunque :

-sia interessato ad approfondire le conoscenza dei paesaggi;

-voglia acquisire le competenze necessarie per operare professionalmente in tre direzioni: a supporto dei processi tecnici di gestione e tutela come la redazione dei quadri conoscitivi dei piani paesaggistici o dei report necessari alle candidature Unesco;

-voglia operare nella promozione e valorizzazione della qualità paesaggistica dei territori,intendendo per esempio la costruzione di pacchetti turistici sostenibili e attenti al paesaggio o di formule di outdoor recreation, oppure per la valorizzazione/branding di prodotti legati al contesto paesaggistico di riferimento;

-desideri diventare esperto nella elaborazione di progetti di comunicazione innovativa, educazione e partecipazione a tutti i livelli, nell’ottica della cittadinanza attiva».

Il corso di laurea propone una didattica innovativa, con spiccato carattere laboratoriale.

Sono previsti  insegnamenti di inquadramento e metodologici, come l’introduzione agli studi sul paesaggio, GIS, metodologie quali-quantitative, diritto.

Sono previsti approfondimenti sia di carattere tecnico-scientifico grazie agli insegnamenti di pianificazione territoriale, ecologia del paesaggio, paesaggio e antropocene, sia di carattere socio-umanistico come corsi dedicati alla cultura e alla rappresentazione dei paesaggi urbani, ai paesaggi rurali storici, al rapporto cinema-paesaggio, all’archeologia dei paesaggi e alla valorizzazione turistica.

Questo approccio allargato serve a dare la possibilità di comprendere e interpretare la complessità del paesaggio nelle sue diverse prospettive.

La formazione viene completata poi da attività sul campo a diversa scala: dal territorio veneto all’Europa, con il coinvolgimento di moltissimi enti e di moltissime aziende private, che operano nel settore del paesaggio.

Saranno coinvolte anche associazioni e istituzioni attive nella sensibilizzazione, musei ed ecomusei in cui acquisire abilità e competenze operative.

La sede del Corso è Palazzo Wollemborg, in via del Santo a Padova,in cui da poco ha aperto il primo Museo di Geografia d’Italia, ma verrà utilizzata per eventi e occasioni particolari anche la prestigiosa sede di Villa Revedin Bolasco con il suo splendido parco a Castelfranco Veneto(TV).

 

«Questa nuova laurea è il segnale di un rilancio da molti auspicato del sapere geografico, inteso come sapere capace di adottare uno sguardo di sintesi ed inclusivo, utile a ridurre il tasso di analfabetismo territoriale e a cogliere la ricchezza e complessità di valori contenuti nei luoghi in cui viviamo –sottolinea Mauro Varotto, responsabile scientifico del Museo di Geografia– ma è anche il frutto di un lungo lavoro di concertazione svolto negli anni con numerosi partner esterni: dal Ministero per i Beni Culturali alla Regione del Veneto, dai Consorzi di bonifica alla Fondazione Dolomiti Unesco, da associazioni come il FAI o il Club Alpino Italiano ad aziende che operano nel territorio con spiccata sensibilità paesaggistica.

Bisogna ripartire -continua Varotto-da ciò che si legge nella Convenzione Europea che indica il paesaggio come una risorsa favorevole all’attività economica nel passo “se salvaguardato, gestito e valorizzato in maniera adeguata può concorrere alla creazione di nuovi posti di lavoro”.

Ogni nostro atto è in fondo un atto paesaggistico, di cui spesso siamo poco consapevoli:la scelta di un bicchiere di vino o di un formaggio è tante volte determinata da un’immagine di paesaggio che il marketing usa sapientemente.

Per questo molte aziende o consorzi vitivinicoli oggi-conclude Varotto-richiedono l’iscrizione al Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali o il riconoscimento UNESCO.

L’obiettivo di questo nuovo corso è anche quello di orientare produttori e consumatori ad un uso sostenibile e consapevole di questo punto di forza in quello che, a buon diritto e nonostante tutto, è considerato ancora il Bel Paese».