E’ ora di dare il meglio di noi italiani

Dall’Unione europea, che ha fatto un passo in avanti verso la solidarietà a livello continentale, giungeranno molti euro in Italia.

Farne buon uso è un dovere. Volendo, lo sappiamo fare.

di Carmine Granato

 

Ti capita di ascoltare per radio  una trasmissione, che parla di italiani emigrati in Australia e ti ricredi su alcuni luoghi  comuni, che girano per l’Italia e sugli italiani, giovani e meno giovani.

Andiamo per ordine.

Durante la trasmissione viene intervistato un emigrato italiano, Paolo, che abita e lavora a Melbourne, da molto tempo.

Paolo e Lorenza, nomi fittizi,  sono arrivati nel Paese dei canguri senza avere un preciso riferimento e senza un progetto ben definito, con un permesso turistico, se ho capito bene.

Entrambi hanno fatto mille mestieri, prima di trovare una sistemazione  veramente soddisfacente e adatta agli studi compiuti e alla professionalità acquisita.

Subito hanno fondato un’associazione di mutuo aiuto  e hanno organizzato la loro vita lavorativa e associativa all’insegna della solidarietà.

In occasione della pandemia da Covid – 19, parecchi italiani hanno perduto il lavoro, non ottenendo nessun sussidio dalle autorità governative australiane.

L’associazione fondata da Paolo e Lorenza ha offerto un prestito di 500 dollari, a tasso zero, a chi ne ha bisogno, senza alcuna formalità, avendo perduto il lavoro.

Chiedono solamente la promessa di renderli non appena passata la fase di disagio personale.

Con molta soddisfazione, Paolo racconta che qualche italiano ha restituito i 500 dollari dopo una settimana, pregandolo di passarli a qualcuno più bisognoso di lui.

Altri, trovato un altro lavoro, li hanno immediatamente restituiti, ringraziando calorosamente.

L’intervista di Paolo mi ha colpito per vari motivi: ha citato la Costituzione italiana, alla quale, insieme con Lorenza, si è ispirato per basare l’azione della loro associazione sulla solidarietà; ha sottolineato con naturalezza la puntualità e la lealtà di chi ha ricevuto i 500 dollari  in prestito; ha raccontato dei tanti emigrati in Australia, che, prima di trovare una sistemazione definitiva si sono adattati a svolgere mille attività, spesso molto lontane dalle loro aspirazioni e dai loro titoli di studio.

A trasmissione finita, ti chiedi come mai noi italiani siamo più inclini a denigrarci che a lodarci.

Ti chiedi anche perché all’estero ci adattiamo – di regola – a fare di tutto e in patria – a volte – facciamo gli schizzinosi.

Forse, non dobbiamo chiederci più nulla.

Noi italiani, forse, dobbiamo solamente operare come e meglio di come  già sappiamo fare, a cominciare dall’uso consapevole e competente dei fondi europei, che arriveranno a breve.