Quei personaggi che vivono nascosti in riva al Tevere | Testo di Marco Sconocchia

Scendendo da Ponte Milvio a Ostia è possibile scoprire un’umanità di cui pochi a Roma conoscono l’esistenza.

Ci sono le famiglie rom, ma anche il pescatore di anguille, il pastore sardo, l’ex poliziotto ucraino, l’architetto-attivista, la sosia di Anna Magnani… Ognuno con una storia difficile alle spalle.

 

Questa era tutta una distesa di prato verde, saporito, dove le mie piccole potevano pascolare liberamente, ahhh… bei tempi che erano, poi hanno costruito quel palazzo là, poi quel centro commerciale, la stazione è venuta dopo, negli anni Ottanta la pista ciclabile e, per ultimo, quel campo dove vanno a giocare, ma che è?”.

Un campo da golf.

“Per caso vieni da Tor Di Quinto? C’è ancora la puttana che ha quel furgone tutto scassato? Che bella fica che era, profumava di vaniglia, chissà se è ancora viva, dovrà avere un’ottantina d’anni ormai, ma che per caso hai portato una bottiglia di vino? Com’è che ti chiami tu?”.

Gregorio è per tutti il pecoraro di Ponte Milvio, lo chiamano così anche se in verità vive nel suo cara- van poco dopo Tor di Quinto, nascosto al mondo da un’insenatura del Tevere, un piccolo lembo di terra che in qualche modo resiste in una delle zone più chic di Roma, un paradiso per palazzinari rampanti anni Settanta e loro eredi. È da qui che ha inizio il mio reportage lungo le rive del fiume e verso il mare.

“Ero un pugile professionista – racconta – ho combattuto con quel tedesco fortissimo lì a Parigi, duro come la pietra, non voleva cadere al tappeto, ed io che lo menavo quell’infame, e lo menavo finché non siamo andati ai punti e hanno dato la vittoria a lui quei venduti, che gli arbitri erano dalla sua parte. Ma meglio così perché senza le mie ‘piccole’ non sono mai riuscito a stare”. (…)

 

Ph. Le pecore di Gregorio, il pecoraio di Ponte Milvio.

 

Il servizio completo è pubblicato su Reportage numero 47, acquistabile in libreria e qui in versione cartacea e digitale.