Appello al prof. Paolo Andrei, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Parma

 

di Carmine Granato

Chiarissimo  professore  Andrei,

le sarei grato se prendesse in esame  la proposta di conferimento della laurea honoris causa, in Glottologia,  a Riccardo Bertani, nel 2020, l’anno di Parma Capitale della Cultura.

Sono sicuro che l’Università di Parma, da lei sapientemente governata, sarà in sintonia  con quanto hanno scritto Federico Pizzarotti e Michele Guerra, rispettivamente  Sindaco e  Assessore alla Cultura del Comune di Parma: “Avremo il compito di suscitare cultura nei quartieri, di creare pensiero e benessere insieme a tutte le istituzioni e le associazioni della città, arrivando, con ogni sforzo, a coinvolgere ogni singolo cittadino”.

Tra i cittadini, che vivono in Emilia-Romagna, Riccardo Bertani, può ancora suscitare cultura  nei quartieri, nelle città, in Italia e nel mondo.

Il conferimento della laurea honoris causa, in Glottologia, all’autodidatta Riccardo Bertani  sarebbe  il  giusto e meritato riconoscimento per  i suoi studi e per le sue opere, scritte in tanti anni di attività.

Riccardo Bertani nasce in una famiglia contadina nel 1930, lascia la scuola, dopo la licenza elementare.

Tuttavia, già durante l’adolescenza scopre e matura un’inclinazione straordinaria verso lo studio delle lingue.

In 70 anni di studi e traduzioni, ha scritto e realizzato più di mille volumi, a partire dal 1956.

A volte, si è avvalso della collaborazione  di Alfonso Borghi, di Campegine, pittore e illustratore di libri autodidatta, le cui opere saranno esposte in una mostra personale, nel 2020.

Da autodidatta, Riccardo Bertani, è arrivato a conoscere  oltre cento lingue, note e meno note agli italiani.

Ha studiato i popoli autoctoni siberiani, soprattutto dal punto di vista

etno – linguistico.

E’ autore di un rarissimo glossario longobardo e di un dizionario mongolo.

Ha scritto saggi sulle lingue degli antichi Etruschi, dei Rutuli, dei popoli Ainu, Baschi, Maya e sui remoti idiomi scomparsi degli Indios della Patagonia e della Terra del Fuoco.

Dalla sua abitazione, oggi luogo di memoria e di testimonianze, ha tenuto scambi epistolari con insigni personalità del Novecento, tra cui Claude Lévi-Strauss.

Ha coltivato rapporti con le istituzioni culturali di diverse città, tra cui l’Istituto di Lingue Orientali dell’Università di Firenze, L’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università la Sapienza di Roma.

Ha sviluppato anche un’interessante ricerca dedicata alle tradizioni popolari della sua terra d’origine: un vasto mosaico di saggi, sull’antica “civiltà contadina”, approfondimenti sul dialetto locale insieme allo studio dei toponimi locali.

Un patrimonio che ha deciso di lasciare a tutti noi: la sua casa di Caprara, piccola frazione del Comune di Campegine, in via Rimondella al civico n. 1,  è diventata un Fondo.

Riccardo Bertani  ha donato l’intero patrimonio librario e la sua abitazione al Comune di Campegine.

L’Amministrazione Comunale ha realizzato un intervento specifico per la tutela e la valorizzazione:  i volumi sono stati catalogati e inseriti nel Sistema Bibliotecario Provinciale.

Sono stati attuati interventi conservativi negli ambienti di casa Bertani, destinati a preservare i materiali  e a tutelarne in tal modo l’integrità, l’unitarietà e la fruizione pubblica.

Oggi, a 89  anni, continua a collaborare con la Biblioteca locale: i testi, rigorosamente manoscritti, vengono convertiti in formato digitale, proposti agli editori e quando possibile pubblicati.

Il fondo dialoga con il territorio e lo arricchisce, culturalmente.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà riservare a questo appello.

Carmine Granato, direttore di Articolo 9.it