Fanalino di coda ? No, grazie

In questo momento di transizione dalla piena pandemia alla coda della stessa pandemia, è doveroso investire nella scuola e sui giovani.

 

di Carmine Granato

 

Con date diversi, in tutta Italia sta iniziando il nuovo anno scolastico.

Questo non sarà un anno come gli altri.

La pandemia è tutt’altro che finita, ma la scuola ha urgente bisogno di funzionare in presenza.

Da quando la scuola ha iniziato le lezioni a distanza, sono emerse tante disuguaglianze, di cui non si sentiva neanche parlare.

I ragazzi, che non avevano la disponibilità di un pc, sono stati fortemente penalizzati, a fronte dei loro coetanei, che avendone anche più di uno, forse non l’hanno neanche utilizzato in tutte le sue potenzialità.

Forse, a seguito della lunga pausa delle lezioni in presenza, molti studenti si sono allontanati definitivamente dalla scuola, ingrossando le fila della già cospicua dispersione scolastica.

Questo anno scolastico deve essere quello della  ripartenza alla grande di tutta la scuola italiana.

Per la buona riuscita della ripartenza della scuola, anche gli enti locali territoriali (regioni, province e comuni) devono fare la loro parte, dando ampio aiuto a tutti, per la realizzazione del diritto allo studio: da un trasporto sicuro alle aule da studio e agli aiuti alle famiglie.

Regioni, province e comuni dovrebbero anche incoraggiare in tutti i modi la frequenza scolastica e la possibilità di raggiungere i gradi più alti degli studi da parte di tutti.

E’ molto importante che i capaci e meritevoli, privi di mezzi, abbiano la possibilità di studiare, come previsto dalla nostra Costituzione, perché, in Italia, ancora troppi ragazzi non completano neanche l’obbligo scolastico.

Troppe intelligenze si perdono, perché i genitori non hanno mezzi sufficienti per offrire loro la possibilità di studiare fino al raggiungimento di un diploma di scuola media superiore o di un diploma di laurea.

Molti dei Paesi, che sono nostri concorrenti, nel mondo, hanno investito moltissimo nella scuola e sui giovani e stanno progredendo a ritmo serrato.

Per non diventare fanalino di coda, nel mondo, l’Italia deve investire nella scuola e sui giovani, come ha ribadito fermamente Sergio Mattarella, il nostro Presidente della Repubblica.