La Costituzione – La divisione dei poteri, nella Repubblica italiana

A 72 anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana, occorre precisare che essa contiene, ben delineata, una netta divisione dei poteri, secondo l’insegnamento di Charles-Louiss de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, noto come Montesquieu (1689-1755).

Molte parole hanno perduto significato

La Costituzione italiana prevede pesi e contrappesi

La democrazia italiana possiede gli anticorpi necessari per i colpi di testa

di Carmine Granato

Durante la pandemia, che stiamo vivendo, i toni usati dalla politica sono rimasti alti, anche se si sono abbassati di un’ottava.

I toni della politica , comunque alti, caratterizzano espressioni quali  “Atteggiamento da dittatore”, “Alto tradimento” e tanti altri, che tutti conosciamo e che non vale la pena ripetere.

In politica e nei social media, molte parole sono usate e abusate e hanno perduto molto del loro significato.

Nei social media, soprattutto, capita che qualcuno usi dei termini e delle espressioni complesse senza sapere ciò che scrive o dice, riferendoli anche a situazioni marginali.

Questo ci fa capire quanto ci sia da fare, in Italia, per diffondere la conoscenza profonda della lingua e della Costituzione italiana.

Questo ci fa capire quanto, in Italia, siamo degli sprovveduti: ascoltando e leggendo ciò che scriviamo e urliamo, all’estero si fanno l’idea che l’Italia sia allo sfascio istituzionale e ce ne fanno pagare il prezzo, nelle sedi europee ed intenazionali.

A 72 anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana, occorre precisare che essa contiene, ben delineata, una netta divisione dei poteri, secondo l’insegnamento di Charles-Louiss de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, noto come Montesquieu 

La Costituzione italiana, una delle più belle del mondo, possiede il rigore architettonico del migliore gotico d’Europa e  prevede tutta una serie di pesi e contrappesi di poteri ( check and balance) , idonei ad assicurare un vero equilibrio tra i poteri costituiti.

Pertanto, salvo sorprese, la democrazia italiana, pur imperfetta e parzialmente realizzata, ha in sé gli anticorpi, che  la salvano da colpi di testa e di stato.

La nostra Magna Carta, nella sua prima parte, dopo avere affermato che la sovranità appartiene al popolo , regola il diritto di voto, attivo e passivo; nella sua seconda parte, Ordinamento della Repubblica, delinea i poteri degli organi costituzionali, che la devono farla funzionare democraticamente.

Gli organi costituzionali, disciplinati dalla Costituzione sono: il Parlamento, che ha il potere legislativo; il Presidente della Repubblica, che è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale;  il Governo, che ha il potere esecutivo;  la Magistratura, articolata nelle sue varie specificità, che esercita la funzione  giurisdizionale   e la Corte Costituzionale , il “giudice delle leggi”, presieduta, per la prima volta da una donna: Marta Cartabia.

Gli ultimi due articoli della Costituzione , 138 e 139, trattano della “Revisione della Costituzione.

Durante la cosiddetta Prima Repubblica, il 26 marzo 1960, entrò in carica il Governo Tambroni, sostenuto da una maggioranza di centro destra. Durò in carica per quattro mesi e un giorno, anche a causa di scioperi e disordini di piazza.

La vicenda del Governo Tambroni fu una prova di resistenza  dell’impianto democratico della Repubblica Italiana, delineata dall’Assemblea Costituente, eletta dal corpo elettorale.

Il corpo elettorale, composto da 28.055.449 iscritti nelle liste elettorali, che votò per il referendum istituzionale del 2 giugno del 1946  e che comprendeva per la prima volta anche le donne, elesse anche 21 donne a fare parte dell’Assemblea Costituente.

Alle elezioni del 2 e 3 giugno del 1946, la percentuale di votanti sfiorò il 90 per cento.

LAssemblea Costituente finì i lavori e approvò la Costituzione il 22 dicembre del 1947.

La Costituzione italiana entrò in vigore il 1° gennaio del 1948.