Le operotte morali -Dialogo tra un professore e Orso, adolescente meridionale (1)

Le reminiscenze del liceo, ogni tanto, fanno capolino e mi riconducono all’autore delle immortali Operette Morali, di Giacomo Leopardi, al quale chiedo venia per l’impertinente assonanza usata.

Al più famoso  dei recanatesi di sempre, che ha appassionato  e appassiona generazioni di studenti, e non solo, sono riconoscente per avere contribuito a farmi amare lo studio, che per lui era “matto e disperatissimo”.

Dialogo n.1

di Carmine Granato

 

Orso: buongiorno, signore, mi chiamo Orso, tu chi sei ?

Lorenzo:  mi chiamo Lorenzo, insegno Storia dell’Arte nel Nord Italia; sono un emigrato per studio e poi per lavoro. Perché ti chiami Orso?

Orso: mi chiamo Orso perché i miei genitori andarono in viaggio di nozze ad Aosta. Come stai vivendo questa pandemia ?

Lorenzo: la sto vivendo bene, perché studio, leggo, scrivo, passeggio in riva al mare, quotidianamente, anche più volte al giorno. Tu come vivi la pandemia?

Orso: la pandemia la vivo relativamente male: mi manca la scuola, mi mancano gli amici, passo molto tempo davanti al pc e sono molto preoccupato per il mio futuro e anche molto irritato

Lorenzo: perché sei preoccupato e irritato?

Orso: la presidente dell’Unione Europea, Ursula van Der Layen, madre si sette figli e già ministro per la famiglia, in Germania, ha chiamato Next Generation Eu il piano di rinascita dell’Europa, perché ha capito che se vogliamo essere una vera Patria e se vogliamo competere con USA e Cina, bisogna investire sui giovani. Invece, voi adulti, in Italia, sapete solamente litigare e pensare alla vostra generazione e ai vostri affari; parlate di giovani e non con i giovani e, soprattutto non fate parlare noi ragazzi

Lorenzo: hai ragione e me ne scuso a nome di tutti gli adulti. Per prepararti a vivere bene il tuo futuro, cosa ti servirebbe ?

Orso: se tu, alla tua età, studi ancora, perché noi ragazzi non siamo messi in condizione di studiare per costruirci il nostro futuro, o inserendoci nel mondo del lavoro o all’università ?

Lorenzo: Orso, hai ragione. Lo studio è la prima passione, che una persona deve iniziare a coltivare in dall’infanzia.

Lo studio è una passione, che non ti abbandona mai e ti aiuta a capire il mondo, gli altri e te stesso.

Lo studio è il passaporto per uscire dalla miseria e per potere esercitare qualunque mestiere al mondo.

Siccome viviamo in un periodo di repentini cambiamenti, chi ha studiato sarà sempre pronto e riciclarsi per esercitare un altro mestiere, in caso di crisi. Che suggerimento ti senti di dare ?

Orso: soprattutto per noi che viviamo nei piccoli paesi, la scuola dovrebbe essere aperta dalla mattina alla sera. La scuola, secondo me,  dovrebbe essere anche un luogo di aggregazione e di cultura, dando a tutti la possibilità di leggere, fare sport e coltivare i propri interessi, al di fuori dell’orario scolastico.

Lorenzo: e poi ?

Orso: siccome non tutti i ragazzi siamo portati per lo studio, nei paesi, secondo me, bisognerebbe istituire dei corsi per imparare i mestieri più richiesti, in questo periodo storico: fresatore, tornitore, panettiere, macellaio, falegname, idraulico e tanti altri.

Lorenzo: in un piccolo paese, tutta questa gente troverebbe una

occupazione ?

Orso: prima di tutto, anche al nostro paese servono quei mestieri, ma non dimenticare che non è obbligatorio lavorare solamente nel proprio paese.

Si può lavorare, spostandosi e tornando a casa, a fine giornata.

Lorenzo: ti piacerebbe essere figlio di agricoltori? i loro figli hanno un futuro assicurato.

Orso: tu hai già deciso che i figli di agricoltori debbano fare gli agricoltori ?

I miei genitori sono agricoltori, ma io, pur amando la campagna, sogno di diventare paleoantropologo.

Lorenzo: io sono del parere che per esercitare qualunque mestiere, oggi, serva almeno un diploma quinquennale di scuola media superiore di secondo grado.

E spero che, in Italia, aumenti il numero dei laureati

Orso: ormai sono grandicello e leggo anche qualche giornale. Ho capito che per voi adulti, la scuola e la famiglia sono “affari privati”.

Nonostante la Costituzione, nonostante la vostra tanto vantata esperienza, nonostante i vostri altissimi titoli di studio e nonostante il vostro inutile strombazzato affetto per i vostri figli e nipoti, vi occupate molto poco della scuola e di chi a scuola non ci può andare, nonostante sia intelligente e bravo.

Lorenzo: ti chiedo scusa a nome di tutti gli adulti. Riprenderemo il discorso. Ciao, Orso.

Orso: Volentieri riprenderò a parlare con te, anche perché ti vorrei chiedere dove finiscono i banchi, che sono stati sostituiti da quelli a rotelle. Forse potrebbero servire a tanti ragazzi, che non hanno mai visto un banco di scuola, in Africa. Ciao, Lorenzo.