Pro Memoria per gli Stati generali: dare la priorità a Sanità e Scuola

La preparazione degli Stati Generali sta procedendo lentamente tra scogli e cavalli di Frisia, che ostacolano fanti e marinai.

Il Governo italiano deve scegliere se passare alla storia come l’esecutivo che ha gettato le basi per un nuovo Rinascimento o come il Consiglio dei ministri che ha colpevolmente  buttato nel cestino delle chiacchiere  una grande e irripetibile occasione.

di Carmine Granato

 

“Di virologi non ne possiamo più”.

“Non è possibile che i virologi  ci diano un giorno una certezza e all’indomani un dubbio”.

“I virologi sono pagati troppo per pochi minuti di apparizione in televisione”.

“I virologi si permettono di  scrivere libri”.

“Una veterinaria virologa è un ossimoro”.

“I virologi si permettono di zittire anche la politica, come fa,  nei confronti di  TrumpAntony Fauci, di origini italiane, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e principale   consulente sanitario della Casa Bianca”.

Queste sono solamente un florilegio di espressioni poco garbate apparse sui vari social media, in questi mesi di pandemia, nei quali abbiamo desiderato che i virologi ci dicessero quello che volevamo sentirci dire e non quello che ci poteva spaventare o metterci di fronte ad una realtà, che all’improvviso ci ha spiazzati.

La pandemia che stiamo vivendo era stata prevista dall’OMS e anche da qualche studioso di interazione tra animali e ambiente.

In vista della pandemia, qualche Regione aveva preparato un “Piano per un’eventuale pandemia”, che era rimasto in un cassetto.

All’arrivo del Covid-19, di quel piano erano al corrente in pochi e nessuno sapeva da dove si dovesse o si potesse cominciare a fare fronte al nuovo coronavirus.

Antony Fauci, in una intervista a LA STAMPA, ha dichiarato:

“La Cina non è stata trasparente sull’epidemia, ma il virus è naturale.

L’Italia sta riaprendo bene, ma deve evitare di ripetere gli errori commessi al principio.

Le nuove infezioni  in autunno sono sicure , ma se diventeranno una seconda ondata dipenderà da come ci prepareremo.

Le pandemia succedono da millenni, continueremo ad averle.

Speriamo di avere imparato la lezione ed essere pronti perché prima o poi tornerà”.

Stando così le cose, anche alla luce di dichiarazioni di altri esperti di epidemiologia e di scienze, il Governo italiano ha il dovere morale e politico di sistemare il Servizio Sanitario Nazionale, dando mezzi e strumenti ai medici di famiglia, e organizzandolo come sistema sanitario migliore al mondo, in modo da attirare in Italia anche i pazienti stranieri in cerca di cure assolutamente eccellenti.

Per fare funzionare al meglio il Servizio Sanitario Nazionale, il Governo italiano ha il dovere di rafforzare l’Università e la ricerca di base per preparare al meglio il personale medico e paramedico.

Per preparare cittadini consapevoli e responsabili, medici, paramedici, professori e ricercatori, bisogna mettere in cima alle priorità  un profondo riordino della Scuola dal nido all’università.

E’ da circa un secolo che la scuola italiana indossa sempre lo stesso vestito, che presenta toppe e rattoppi e “sbréghi” di ogni genere.

Dove prendere i soldi per Sanità e Scuola ?

37 miliardi li possiamo prendere dal Mes.

11 miliardi ce li ha “abbuonati” l’Unione europea, non chiedendoci la restituzione dei fondi non spesi.

Con 48 miliardi, se ben spesi, possiamo competere con i Paesi, soprattutto asiatici, che hanno capito che la Scuola e la Salute  sono la base per costruire una società organizzata e capace di produrre cultura, cure mediche e ricchezza.

Per recuperare coloro che hanno lasciato prematuramente la scuola, si potrebbe rafforzare l’istruzione pubblica serale, che, in passato ha dato ottima prova di sé. Le trasformazioni di tutti i Paesi del mondo, Africa compresa, ci dimostrano che la formazione deve durare per tutta la vita. Per tutti.