Clima ed energia, assegnato a Padova il premio europeo Covenant of Mayors Award 2021

La città veneta ha vinto il riconoscimento organizzato dal Patto dei sindaci per la categoria sotto i 250.000 abitanti grazie alle 33 azioni del suo Piano per l’energia e il clima.

La città veneta ha vinto il riconoscimento organizzato dal Patto dei sindaci per la categoria sotto i 250.000 abitanti grazie alle 33 azioni del suo Piano per l’energia e il clima.

Padova si è aggiudicata il premio europeo Covenant of Mayors Award 2021 del Patto dei sindaci, per le città di media grandezza (sotto i 250.000 abitanti), insieme alla città spagnola di Murcia che ha ottenuto il riconoscimento per la categoria delle grandi città.

A consegnare virtualmente il premio all’assessora all’ambiente Chiara Gallani, sono stati il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli, il commissario europeo per l’energia Kadri Simson e il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans.

La città è stata premiata per le 33 azioni del suo Piano per l’energia e il clima (Paesc) e per gli importanti risultati già raggiunti negli ultimi anni: dal 2005 al 2017 Padova ha ridotto del 37,5% le emissioni di gas climalteranti, e per il 2030 è impegnata a ridurre del 55% le emissioni sempre rispetto al 2005.

La capacità dell’amministrazione comunale di collaborare con il settore privato nell’attuazione del Paesc, attraverso l’attivazione di un percorso partecipato e la sottoscrizione di patti di collaborazione tra imprese ed enti pubblici, è un elemento che ha probabilmente giocato un importante ruolo nell’attribuzione del premio.

“Sapere che il nostro lavoro venga apprezzato e riconosciuto a livello europeo dal Patto dei sindaci è un motivo di grande soddisfazione e uno stimolo in più ad incrementare ulteriormente il nostro impegno su questo fronte. Il Paesc è il libro concreto, azione per azione, che rende possibile raggiungere risultati non procrastinabili e mantenere l’impegno di sostenibilità ambientale preso con la città”, ha commentato l’assessore Chiara Gallani.

Il ruolo delle città europee è decisivo per affrontare e mitigare i cambiamenti climatici e contribuire a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050, poiché gran parte dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 è associato alle attività urbane.

Il Patto dei Sindaci è considerato un modello di governance multilivello e riunisce circa diecimila governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi europei sul clima e ad affrontare la sfida comune della povertà energetica. Si stima che 1 cittadino su 10 in Europa sia colpito da povertà energetica e che 57 milioni di persone non possono riscaldare le loro case durante l’inverno.

“La povertà energetica è un problema per tutti gli europei, in tutti gli Stati membri” perciò “come per il Covid-19, dobbiamo unire gli sforzi e fornire una risposta europea coordinata”, è invece l’appello del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. “La nostra esposizione alla volatilità dei prezzi globali del gas sottolinea l’importanza del nostro piano per costruire un forte settore domestico delle energie rinnovabili – ha aggiunto -.Il Parlamento europeo è determinato a lavorare per arrivare al massimo entro il 2050 a una società a impatto climatico zero ed è pienamente impegnato a trasformare l’Unione in una società più sana, sostenibile, equa, giusta e prospera”.

Dal verde pubblico, alla gestione dei rifiuti, alla mobilità sostenibile, considerando che secondo il sito ufficiale del Patto dei Sindaci 10 milioni di persone devono camminare più di 30 minuti per raggiungere i mezzi di trasporto pubblico, tutte le città europee possono giocare un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.