Giustizia, l’Italia tra le peggiori in Europa per lentezza e indipendenza dei giudici

 

Il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders alla conferenza stampa di presentazione dell’Eu Justice Scoreboard 2021. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

La Commissione europea ha pubblicato giovedì 8 luglio il quadro di valutazione della giustizia Ue 2021, una revisione annuale che fornisce dati comparati sull’efficienza, la qualità e l’indipendenza dei sistemi giudiziari di tutti gli Stati membri.

Nel report europeo, l’Italia si è collocata agli ultimi posti in Europa per l’efficienza della giustizia. In particolar modo, una costante è la lentezza nella risoluzione dei processi, che vede oltre 500 giorni di media per la prima sentenza, quasi 800 per la seconda e 1.300 per la terza.

Inoltre, a preoccupare è il dato confrontato con gli anni precedenti: il miglioramento rispetto al 2012 non è significativo e, tra il 2017 e il 2019, è praticamente inesistente. Dall’altro lato dello spettro, quello dei Paesi più virtuosi, si collocano Nord Europa e paesi baltici.

Anche la giustizia amministrativa non se la cava meglio come tempistiche e resta una delle più lente d’Europa, superata solo da Malta e Portogallo. Alcuni Stati membri hanno vissuto miglioramenti molto importanti in questo senso, come Cipro e la Grecia, che nel 2012 avevano dei dati estremamente negativi, ma negli ultimi anni sono rientrati nella parte centrale della classifica.

Il numero di casi in sospeso non è lusinghiero per l’Italia, che anche in questo caso si ritrova dalla parte sbagliata della classifica, così come nel numero di giudici per 100 mila abitanti. Curiosamente, invece, si trova ai primi posti per numero di avvocati.

Il quadro di valutazione europeo boccia il sistema giudiziario italiano sulla digitalizzazione, nonostante l’Italia sia riuscita a non fermare mai i processi durante la pandemia. Secondo fonti informate sui fatti, questo deriverebbe dalla considerazione di base nel rapporto, secondo cui le udienze debbano avvenire da remoto a regime, una scelta che però è di natura politica e spetta a ciascuno stato.

“La riduzione degli arretrati nei casi civili e commerciali è un segnale positivo importante”, ha dichiarato il commissario alla giustizia Didier Reynders, che ha però sottolineato come i tempi di attesa siano ancora molto lunghi e lontani dalla media Ue.

Un altro problema percepito dai cittadini italiani, che emerge dal quadro di valutazione, è la mancanza di indipendenza della magistratura. Peggio dell’Italia fanno soltanto Bulgaria, Slovacchia, Polonia e Ungheria, che si posiziona ultima.

Secondo i cittadini italiani, la principale causa della mancanza di indipendenza sono le interferenze politiche e governative, seguite da vicino da quelle del settore economico.

Quest’anno, la valutazione dell’Eu Justice Scoreboard, il quadro di valutazione della giustizia, si è concentrata particolarmente sulla digitalizzazione della giustizia, che ha mantenuto i tribunali operativi anche durante la pandemia di Covid-19. “La valutazione ha dimostrato che nella maggioranza degli Stati membri sono già utilizzate diverse soluzioni digitali”, ha detto la commissaria europea alla trasparenza Věra Jourová.

“Quello che trovo preoccupante è che in alcuni Paesi la percezione dell’indipendenza della giustizia è diminuita durante la pandemia. I politici devono resistere alla tentazione di usare il Covid-19 come scusa per fare pressioni sui giudici”, ha aggiunto.

“Il quadro di valutazione della giustizia Ue è un pilastro della nostra politica per assicurare l’efficienza dei sistemi giudiziari attraverso l’Europa”, ha detto il commissario Reynders. “Quello che abbiamo raccolto ci aiuterà anche nella compilazione del report sullo stato di diritto che presenteremo presto”, ha proseguito.