Gli Stati Uniti d’Europa diventino  il nuovo faro di pace e di  democrazia

L’Europa ha il dovere morale e politico di utilizzare il progetto Next Generation Eu, per  fare crescere i suoi cittadini giovani nella pace e nel benessere, in  un  Continente Vecchio, di nome, ma giovane di fatto.

di Carmine Granato

Con l’assalto al Campidoglio, gli Stati Uniti d’America hanno rotto la lampada del faro di quella che si presentava come la democrazia più forte del mondo.

E qualcuno ha già brindato, per festeggiare l’accaduto.

Donald Trump, il presidente uscente, imitando il Covid-19, ha evidenziato tutti i punti deboli della democrazia americana.

La  Costituzione americana riconosce troppo potere a un uomo solo: tra molto altro, il presidente degli Stati Uniti d’ America nomina, di fatto, i giudici della Corte suprema, che restano in carica vita natural durante (in Italia, i giudici della Corte costituzionale restano in carica per  nove anni);

licenzia e assume i ministri digitando un tweet (in Italia, un ministro si può licenziare solamente con un voto parlamentare di sfiducia).

Il mondo e i tempi delle elezioni presidenziali sono da rivedere, perché da parecchi anni si parla di brogli, veri o presunti, messi in atto in occasione delle elezioni presidenziali.

Considerata l’organizzazione politica della Cina e della Russia, sfibrata la forza della democrazia americana, tocca all’Europa diventare il nuovo faro della pace e della democrazia, di fronte a tutto il mondo.

L’Europa ha tutti gli strumenti culturali, economici e umani per diventare la democrazia più matura  e più prestigiosa del mondo.

Per guadagnarsi questo ruolo, l’Europa deve fare un grande passo in avanti, organizzandosi in Stati Uniti d’Europa, dotandosi di tutti gli strumenti giuridici e operativi propri di una potenza politica, culturale ed economica.

L’Europa non può essere solamente un mercato, ma deve diventare una potenza capace di competere politicamente con Cina e Russia;

l’Europa deve aprire un dialogo anche con l’India e con molti stati dell’Africa, creando una politica che metta il Mediterraneo in condizioni di ridiventare crocevia di culture e di scambi commerciali e umani.

L’Europa ha il dovere morale e politico di utilizzare il progetto Next Generation Eu, per  fare crescere i suoi cittadini giovani nella pace e nel benessere, in  un  Continente Vecchio, di nome, ma giovane di fatto.