La Bce sostiene l’espansione fiscale in Europa

La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte sul Meno. [EPA-EFE/ARMANDO BABANI]

Secondo gli economisti della Banca centrale europea è “essenziale garantire che il sostegno fiscale derivante dal Next Generation Eu non sia indebolito dalla prematura interruzione del sostegno fiscale finanziato a livello dei singoli Stati nazionali”.

Mentre ieri Christine Lagarde, presidente della Bce, ribadiva che le prospettive economiche rimangono incerte e non equilibrate, confermando i piani di espansione monetaria e segnalando la disponibilità della banca centrale ad intervenire ulteriormente per accrescere l’offerta di moneta, veniva pubblicato un breve documento a firma di quattro suoi economisti (Giovannini, Hauptmeier, Leiner-Killinger, Valenta) a sostegno dell’espansione fiscale.

Nel documento veniva sottolineato lo straordinario impatto macroeconomico che può avere il Next Generation Eu (750 miliardi, circa il 5% del Pil europeo), insieme agli altri vari fondi speciali messi a disposizione per rispondere alla pandemia (SURE, BEI, MES 540 miliardi) ed al Quadro Finanziario Pluriennale (oltre mille miliardi), disponibili da ora ai prossimi 5-7 anni. Circa 2.300 miliardi di euro, ai quali si aggiungono gli oltre 1.300 miliardi di iniezione di liquidità della Bce; paragonabili allo sforzo espansivo degli Stati Uniti.

Il punto cruciale del documento è l’affermazione secondo la quale “è essenziale garantire che questo sostegno fiscale derivante dal Next Generation Eu non sia indebolito dalla prematura interruzione del sostegno fiscale finanziato a livello dei singoli Stati nazionali”. Il che significa, naturalmente, subire i rischi connessi all’aumento generalizzato del debito pubblico; ed al differente impatto derivante da posizioni nazionali di partenza diverse sui mercati finanziari.

Accrescere la sostenibilità finanziaria diventa quindi un obiettivo prioritario della politica economica. Non però in termini di austerità e paletti fiscali. Al contrario, la sostenibilità può essere ottenuta, sostengono i quattro economisti della Bce, monitorando che le spese di questo sforzo fiscale siano dirette a livello nazionale per “spingere il potenziale di crescita e la resilienza” delle singole economie.

La ricetta indicata assomiglia molto ad una indefinita espansione fiscale, grazie anche alla sospensione (che gli autori si augurano continui nel tempo) del Patto di stabilità e crescita; un’espansione capace di andare oltre l’emergenza ed assurgere a nuovo paradigma macroeconomico “anche in tempi buoni”.

Secondo gli autori del documento, la reazione emergenziale della Ue ha mostrato una direzione di marcia per la riforma dell’unione economica e monetaria, che dovrà dotarsi di un efficace strumento di stabilizzazione economica e risposta anticiclica, modificando di conseguenza strumenti e governance.

Dopo gli interventi della settimana scorsa di Wolfgang Schäuble e Jens Weidman a sostegno dell’espansione fiscale e monetaria, anche la Bce prende posizione per un radicale cambio di passo della politica economica (non solo monetaria) nella Ue. Il dogma dell’austerità espansiva, che aveva dominato la risposta alla crisi del 2008-2011, sembra per il momento sepolto.