Mobilità sostenibile, l’Ue mette le ferrovie al centro della nuova strategia

 

 

Gli Stati membri dell’Ue, nel contesto del Green Deal e dell’Anno europeo delle ferrovie, intendono rafforzarle come mezzo di trasporto, mettendole in primo piano nel sistema della mobilità dell’Ue, uno degli obiettivi fissati dalla presidenza portoghese.

“Quando parliamo di ferrovie in un contesto politico, ritengo molto importante che comprendiamo il loro valore per la mobilità green, oltre che il contributo alla coesione sociale e territoriale, all’industrializzazione e allo sviluppo economico”, ha detto il ministro delle infrastrutture portoghese Pedro Nuno Santos.

Il Consiglio ha sottolineato che il settore ferroviario è responsabile appena dello 0,4% delle emissioni di CO2 generate dai trasporti, nonostante sposti l’8% del traffico passeggeri e il 19% di quello merci in Europa. Per questo motivo una transizione verso questo tipo di mobilità è auspicabile per la decarbonizzazione.

“L’importanza delle ferrovie e del trasferimento modale gomma-ferro ai fini del conseguimento degli obiettivi di Agenda 2030 e del Green Deal europeo è pienamente recepita dalla proposta dell’Italia di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”, ha detto il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile italiano Enrico Giovannini.

Nel Pnrr italiano sono previsti importanti stanziamenti per il rafforzamento e il rilancio della rete ferroviaria, sia per il traffico passeggeri per per quello merci. Il piano intende potenziare i collegamenti al Sud, l’elettrificazione e le connessioni con le aree interne.

L’Italia prevede 25 miliardi di euro di investimenti per lo sviluppo di linee ferroviarie ad alta velocità e capacità, con l’intenzione di raddoppiare il traffico entro il 2030 e triplicarlo nel 2050. 5,45 miliardi sono invece destinati al potenziamento delle reti regionali e dell’elettrificazione, mentre 3 miliardi andranno allo sviluppo dei nodi ferroviari nelle aree urbane.

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Mobilità sostenibile e noleggio

Il Consiglio ha anche approvato delle risoluzioni sulla strategia per la mobilità sostenibile della Commissione europea. “Le conclusioni raggiunte lanciano un chiaro segnale riguardo il nostro impegno per un sistema di trasporti e mobilità più sostenibile, inclusivo, intelligente, sicuro e resiliente”, ha detto il ministro portoghese Pedro Nuno Santos.

Non si è menzionato in maniera specifica il sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) destinato al trasporto su strada, che dovrebbe “proteggere le industrie europee a rischio di delocalizzazione da ulteriori aumenti dei prezzi delle quote e rafforzerà lo stimolo basato sul prezzo nel settore dei trasporti”, come si legge in un rapporto del Centro politiche europee (Cep).

Il Cep si esprime invece contro dei limiti più severi di CO2 per auto, furgoni e camion, perché “avrebbero riscontri molto meno mirati di un Ets, sarebbero inultimente costosi e non più neutrali dal punto di vista tecnologico”.

Tra gli argomenti trattati anche una revisione dei regolamenti sui veicoli a noleggio per il trasporti di merci su strada. La proposta si pone come obiettivo quello di stabilire un quadro regolatore chiaro e limitare le restrizioni all’uso in ambiti internazionali.