Valdis Dombrovskis: “Siamo abbastanza soddisfatti dei piani nazionali del recovery ,presentati”

La Commissione europea ha pubblicato mercoledì (2 giugno) il suo pacchetto di primavera, compresa la raccomandazione di ragionare in maniera aperta sul Patto di stabilità e crescita – un insieme di regole fiscali per i paesi dell’Ue – sospeso nel 2022.

Il quadro dell’UE per coordinare le economie nazionali quest’anno è stato modellato dai piani di ripresa e di resilienza. Il vicepresidente esecutivo della Commissione per l’economia, Valdis Dombrovskis, ha detto a un gruppo di media, tra cui EURACTIV, che nel complesso l’esecutivo UE è soddisfatto dei piani di ripresa presentati da 23 stati membri.

Un totale del 13% dei fondi della Recovery and Resilience Facility sarà assegnato per il prefinanziamento una volta che i piani saranno approvati. Questo sarebbe molto più denaro di quello che i mercati possono assorbire in termini di debito dell’Ue. Quale percentuale sarà infine destinata al prefinanziamento dei piani e come vi aspettate di distribuire i fondi?

Ci aspettiamo i primi pagamenti sulla Recovery and Resilience Facility (RRF) per luglio. Forniremo una prima valutazione dei piani di recupero e di resilienza nella seconda metà di giugno. Sta al Consiglio vedere come organizzerà il suo lavoro, perché ha un mese per fornire la propria valutazione. L’intenzione della presidenza slovena è di preparare le prime decisioni già nell’Ecofin di luglio, se possibile. Ma non posso dire esattamente il numero e la lista degli stati membri che faranno parte del primo gruppo di paesi. Non saranno tutti gli stati membri che hanno presentato i loro piani finora. Hanno presentato le loro proposte d’investimento e di riforma in date diverse e c’è un certo livello di aggiustamento e messa a punto in corso. Per esempio, in termini di risultati volti a sbloccare i fondi e di obiettivi, o di stime dei costi. Ma ci sarà davvero un numero sostanziale di paesi che saranno in questo primo gruppo. Abbiamo intenzione di continuare con questo processo di valutazione a luglio e di presentare ulteriori progetti attuativi al Consiglio. Forse c’è la possibilità di organizzare un Ecofin virtuale alla fine di luglio, se ciò facilita il processo di approvazione.

Ma come saranno distribuiti i fondi per coprire le necessità di prefinanziamento, visto l’importo limitato che potrebbe essere preso in prestito dai mercati entro luglio?

Normalmente, l’importo del prefinanziamento è il 13% dell’importo che gli stati membri riceveranno dal RRF. Se riusciremo a raccogliere questo importo complessivo sui mercati in una sola volta, dipende prima di tutto da quanti paesi e quanti grandi beneficiari di fondi ci sono in questo primo lotto. Dipende anche dalle condizioni del mercato. Ma abbiamo già segnalato che potrebbe arrivare a rate. Se non siamo in grado di raccogliere tutto il denaro per il prefinanziamento in una volta sola, rilasceremo il denaro agli stati membri man mano che saremo in grado di raccoglierlo. In questo caso, gli stati membri riceveranno i fondi su base proporzionale. Il numero di paesi nel primo lotto dipenderà dal processo di valutazione. Non posso darvi un numero esatto di paesi. Potete considerare tra i 10 e i 15 paesi. Questo sembra plausibile.

Lei ha detto che, in alcuni casi, sono necessari aggiustamenti nei piani nazionali di recupero. Potrebbe spiegare come funziona questo processo di aggiustamento?

Facciamo molto lavoro con gli stati membri già nella fase di preparazione dei piani. Nel complesso, siamo abbastanza soddisfatti dei contenuti dei piani presentati. Sembrano soddisfare gli obiettivi verdi e digitali e affrontare un sottoinsieme significativo di raccomandazioni specifiche per paese. Pertanto, speriamo che non ci sia bisogno di una grande revisione dei piani. Ma, allo stesso tempo, questo lavoro di messa a punto continua. Non è che i piani vengono presentati e, come se fosse un mondo ideale, poi si arriva a una valutazione positiva. Ci sono consultazioni a livello tecnico e forse alcune richieste di informazioni aggiuntive, o di maggiore chiarezza sui passaggi intermedi e gli obiettivi. O ci possono essere delle domande su alcune delle stime dei costi dei progetti. Come ho detto, c’è molto lavoro tecnico in corso come parte della valutazione, e può portare ad alcuni aggiustamenti e precisazioni nel piano. Ma, normalmente, non stiamo parlando di grandi revisioni.

Lei teme che nei prossimi mesi si manifestino delle linee di conflitto tra gli stati membri che vogliono tornare all’ortodossia fiscale del passato e quelli che credono che la pandemia abbia dimostrato la necessità di una revisione radicale delle regole fiscali? Da che parte state?

Più avanti nell’anno, ci aspettiamo di riprendere la consultazione pubblica sulla revisione del Patto di stabilità e crescita, che abbiamo lanciato prima della pandemia. Non stiamo arrivando in un certo senso con idee o concetti predefiniti. Osserveremo gli input che riceveremo nella consultazione pubblica dagli stati membri e dai diversi stakeholder, e tracceremo una potenziale linea su cui procedere.  Ciò di cui avremmo bisogno è una semplificazione generale del quadro fiscale, assicurando che faciliti politiche fiscali più anticicliche, sia in periodi economici buoni che cattivi. Dovremo lavorare anche sulle questioni relative alla sostenibilità del debito pubblico nel contesto degli elevati livelli di debito che avremo uscendo dalla crisi. Naturalmente, dovremo cercare il consenso, perché altrimenti non saremo in grado di andare avanti e rimarremo bloccati in una sorta di dibattito divisivo. Questa costruzione del consenso sarà un elemento molto importante.

Una delle questioni più divisive è la possibilità di includere nel Patto di stabilità e crescita la cosiddetta clausola d’oro per sostenere gli investimenti in alcune aree prioritarie. Come risultato del nuovo paradigma economico, ora sembra esserci una maggiore apertura verso questa clausola d’oro. È il suo caso?

Come ho detto, entreremo in questa consultazione pubblica senza idee precotte e ascolteremo gli stati membri e le parti interessate. Questo fa parte della discussione. Prima di questa consultazione pubblica, il Comitato consultivo europeo per le Finanze pubbliche (CCEFP) ha preso in considerazione esattamente alcuni degli elementi che vogliamo valutare, tra cui la semplificazione, l’anticiclicità o la concentrazione su un parametro di spesa in relazione a una certa quantità di debito. Il CCEFP ha anche sollevato il punto di ciò che ha chiamato una regola d’oro limitata. Questo input del CCEFP è stato accolto con favore da parte nostra.