Costituzione – Salvare la nostra Costituzione

A Covid-19 sconfitto, sarà urgente  mettere in pratica  la prima e la seconda parte della Costituzione

La crisi sanitaria, scatenata, in Italia, dal virus Covid- 19, ha messo in luce la forza della nostra Costituzione, che contiene le norme  (articoli 16 e 17) idonee per fare fronte alle emergenze, purché applicate per un tempo determinato.

La stessa crisi ci ha dimostrato che il mancato rispetto della norma costituzionale (art.32) mette in pericolo il diritto alla salute, previsto dalla Costituzione e dalla legge di riforma sanitaria, approvata nel 1978.

di Carmine Granato

 

La crisi di natura sanitaria, provocata dal Covid-19, ha fatto emergere problemi  di natura sanitaria, economica e sociale , a livello planetario e  ci obbliga anche a rileggere  con molta attenzione  la nostra  carta costituzionale.

La Costituzione del 1948, alla cui scrittura contribuirono anche 21 donne, da  qualcuno è ritenuta  “vecchia” e  addirittura da non  ricoverare  in terapia intensiva, a vantaggio di improvvisati “giovani” statisti.

La nostra Magna Charta, invece, gode di ottima salute  “teorica”, ma ha urgente bisogno di essere applicata,  altrimenti  resta un arido elenco di buone intenzioni,  di cui è lastricata la via per l’inferno.

In questo frangente di crisi, qualcuno ha invocato la sospensione delle garanzie costituzionali, altri hanno rivendicato il diritto di andare a sciare, come libertà personale garantita.

E’ sufficiente leggere la Costituzione per  essere certi che vi siano previste misure eccezionali per le emergenze: gli articoli 16 e 17

L’articolo 16 prevede che la libertà di circolazione possa essere limitata per motivi di sanità e di sicurezza.

L’articolo 17 dispone che le riunioni in luogo pubblico possano essere vietate soltanto per comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica.

Quindi, con copertura  costituzionale, si possono limitare alcune libertà fondamentali  del cittadino, a condizione che le limitazioni siano a tempo determinato.

Il fatto che il Parlamento si riunisca una volta alla  settimana crea uno sbilanciamento di potere a favore del Governo, anche se i parlamentari hanno altri modi per controllare l’operato dell’esecutivo.

Questo squilibrio a favore dell’esecutivo deve durare poco perché  la rappresentanza del popolo sovrano  appartiene al Parlamento, che  sostiene il governo, concedendogli la fiducia.

Un altro articolo da rileggere e attuare è  quello che riguarda la tutela della salute.

L’articolo 32  recita, con chiarezza e con forza: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

Poco più di 40 anni fa, la  legge 883 del 23 dicembre 1978  ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale che si basa su tre principi cardine: l’universalità, l’uguaglianza e l’equità.

Una tappa fondamentale per lo sviluppo della sanità pubblica italiana, che ancora oggi spicca in Europa e nel mondo per il suo carattere universalistico e che affonda le proprie radici nell’articolo 32 della Costituzione.

La nostra Costituzione è la prima, in Europa, a riconoscere e mettere nero su bianco il diritto alla salute.

Purtroppo, negli ultimi dieci anni,in Italia, alla sanità sono stati sottratti 37 miliardi di euro; lo ha calcolato la Fondazione  Gimbe.