La censura

E dire che nell’antica Roma la censura era una magistratura con funzioni di censimento.

Quindi, Gesù Cristo fu al centro della “censura”,  fin da bambino, per volontà di Erode.

 

di Carmine Granato

 

Chi  dice censura si riferisce al controllo compiuto dall’autorità su opere da pubblicare o da rappresentare, per accertare che non offendano lo Stato, la religione, la morale.

Censura è mettere a tacere Gesù di Nazareth, perché predica l’uguaglianza degli uomini davanti a Dio.

Censura è mettere i mutandoni ai nudi della Cappella Sistina.

Censura è coprire i nudi artistici, in marmo, perché possono offendere la sensibilità di un’autorità straniera in visita in Italia.

Censura è ritirare la propria figlia dal Liceo Artistico perché una modella posa nuda, in classe.

Censura è imporre a un adulto laureato di chiedere il permesso al Vescovo, per leggere un libro “messo all’indice”.

Censura è bloccare la proiezione di film, che turbano più i censori che il pubblico.

Censura è “tagliare” malamente un articolo, a causa di una profonda ignoranza concettuale e linguistica: molte caustiche barzellette politiche furono pubblicate  nella rivista “il becco giallo”, durante il ventennio fascista, perché gli addetti alla censura non ne capivano metafore e avverse allusioni al regime.

Censura è non potere dire coscia di pollo, in una trasmissione radiofonica, nell’Italia repubblicana, nonostante l’articolo 21 della Costituzione .

Censura è imporre pesantissimi e neri collant alle sorelle Kessler, per non turbare gli italiani tramite un tubo catodico, di sabato sera.

Censura è imporre tagli anche alle canzoni concorrenti al festival di Sanremo, a causa di vaghe allusioni sessuali.

Censura è pensare di potere limitare la libertà dell’arte, costituzionalmente protetta.

Autocensura è impedirsi di esprimersi liberamente, per non dispiacere a qualche “capo”.

Censura è potere scrivere di un film, da proiettare in parrocchia: “senza giudizio”, nel senso che non è stato espressa una valutazione sulla pellicola; mentre io, bambino, pensavo che quelli che fossero andati  a vedere quel film sarebbero stati classificati come persone “senza giudizio”.

Censura è “tagliare” certi contenuti dai libri di testo in uso nelle scuole di ogni ordine e grado, per sostituirli con altri più corretti politicamente.

E’ censura impedire a ragazze e ragazzi di andare a scuola agghindati come per andare in spiaggia ?

Chi erano “loro” per dire ciò che era da censurare e ciò che era da ritenere lecito da parte di giovanetti e adulti vaccinati, non contro il Covid-19, ma dalla vita ?

Per un popolo acculturato, ha senso la censura ?

In questi giorni, con un decreto attuativo del ministro della Cultura, Franceschini, è stata abolita la censura, ma è stata contestualmente istituita la solita commissione di 49 membri, che dovrà classificare i film, prima di essere proiettati nella sale cinematografiche.

Assenza di censura non vuol dire libertà, anche da classificazione ?

Il “buon costume” come si concilia con l’abolizione della censura ?

La censura nacque in Paradiso e finirà all’inferno, non si sa in quale centenario della morte di Dante Alighieri, che non fu esentato da censure pesanti.