Operotte morali (Diritto d’autore o copyright di Giacomo Leopardi, da Recanati)

  Il governo italiano dovrebbe presentare un grandissimo piano di riorganizzazione di tutta la Scuola italiana.

Dovrebbe finanziarlo con il denaro del Next Generation Eu Plan, preparato dalla Commissione europea.

Pena la decadenza del nostro

Dialogo tra un venditore di cesti di vimini & affini e un docente di scuola media superiore di secondo grado

 

di Carmine Granato

 

  Venditore:buongiorno, professore, ogni tanto ci si rivede. Cosa posso servirle?

Docente: ciao, Alfio, sono tuo cliente da quando eri mio alunno e di te mi fido, anche perché siamo amici e ci diamo del tu, anche se mia moglie non è d’accordo. Mi serve un setaccio d’acciaio perché la mia signora vuole fare la marmellata di uva

 Venditore: l’ultimo setaccio, che avevo in piazza l’ho venduto dieci minuti fa ad uno speziale, ma in negozio ne ho una ventina. Domani, prima dell’apertura pomeridiana, glielo porto a casa. Mi raccomando mi faccia trovare il solito caffè del sud America

Docente: d’accordo. Ti aspetto per le 14 e trenta

Venditore: ricordi che a scuola i tuoi colleghi ti chiamavano “quello che insegna l’Educazione Civica”?

Docente: è quello che ho fatto per tanti anni e che mi ha procurato anche molti problemi. Un anno, una preside, mi chiese perentoriamente di smettere di insegnare la Costituzione italiana ai miei studenti. La invitai a mettere per iscritto la sua richiesta. Sto ancora aspettando una lettera

Venditore: Quella preside si vendicò in qualche modo?

Docente: L’avrebbe fatto volentieri, ma non si permise perché era un’assenteista incallita e quindi debolissima

Venditore: gli studenti, il personale non docenti, i professori e i genitori come reagivano verso la preside assenteista ?

Docente: tacevano.La preside non sottilizzava sulle assenze di alunni, personale non docente e docenti e, a scuola, si era creato un clima di anarchia generalizzata, nella quale ognuno esircitava la sua “libertà”

Venditore:fammi qualche esempio

Docente: volentieri. Nella scuola dove insegnavo, per certe materie era prevista la compresenza, in aula, di un professore e un assistente. Alcuni docenti lo mettevano in pratica, altri si alternavano in classe e quindi non insegnavano di cento giorni all’anno: una vera pacchia. Il fenomeno non era generalizzato, ma di una certa consistenza

Venditore:i suoi colleghi abitavano tutti in città e arrivavano puntuali, a scuola ?

Docente: no. Un docente, un anno, venendo da una città distante quasi 650 chilometri e volendo fare il pendolare chiese e ottenne dalla preside di prestare due giorni di servizio anzi ché cinque. La preside concesse, ma dovette tornare suoi suoi passi, si mia sollecitazione

Venditore: ora capisco perché la scuola avrebbe bisogno di una “registrata”

Docente: affermo con molta forza che le anomalie di cui ho parlato non erano generalizzate e che la maggior parte dei professori lavorava con coscienza. Tuttavia, di anno in anno, gli esempi negativi aumentavano

Venditore: professore, se questa è la scuola italiana, siamo messi male

Docente: se questa fosse la scuola, sarebbe veramente grave e irrimediabilmente perduta

Venditore: e allora, professore, cosa suggerisci agli italiani e al governo , a proposito di scuola ?

Docente: agli italiani, che ancora non la conoscono, consiglio di leggere attentamente la nostra Costituzione, che, agli articoli 33 e 34 parla di scuola. Il governo non ci regala nulla: noi paghiamo le tasse e il governo ce le deve restituire sotto forma di servizi. La scuola deve essere realmente aperta a tutti e la dobbiamo pretendere bella, sicura, attrezzata modernamente e aperta almeno sedici ore al giorno

Venditore: sedici ore al giorno, per fare cosa ?

Docente: di regola, ogni scuola dovrebbe essere aperta alle sette e trenta del mattino, per accogliere pendolari e figli di chi lavora ed esce di casa prima delle otto. Quindi dovrebbe servire per le i corsi antimeridiani, pomeridiani e serali, mentre la biblioteca dovrebbe essere aperta al pubblico dalle ore otto del mattino alle ore ventitré

 Venditore: corsi pomeridiani, serali, biblioteca ?  dimmi, professore Docente: non ti meravigliare. Tanti anni fa, lessi un articolo sulle scuole notturne degli USA, che erano frequentate da immigrati che volevano imparare la lingua e volevano un minimo di istruzione. Per quasi venti anni, io  ho insegnato nei corsi serali statali, riservati al lavoratori studenti. Ti assicuro che non erano e non sono corsi di serie B. Anzi.

 Venditore: e i corsi pomeridiani e la biblioteca li ha dimenticati ?

Docente: no, non li ho dimenticati. Ho visto ragazzi girare intorno alla loro nuovissima e chiusissima scuola, alle tre del pomeriggio in sella alle loro biciclette o ai loro “motorini”, come per dire: ” Perché è chiusa la nostra scuola”? perché dobbiamo girare a vuoto, invece di fare i compiti e svolgere qualche attività o frequentare la biblioteca ?

Venditore: tu li vedi i ragazzi di venti anni frequentare una biblioteca?

Docente: certamente. Per le persone, adeguatamente educate dalle famiglie e dalla scuola, frequentare una biblioteca, modernamente attrezzata dovrebbe diventare un’abitudine e un’esigenza personale e culturale. Secondo me, le biblioteche scolastiche devono essere aperte anche al pubblico, come già succede in qualche Paese del nord Europa

Venditore: a cosa servirebbe tutto questo carosello di attività ?

Docente: anche se ne parliamo poco, sappi che in Italia il 33 per cento degli adulti non sono in grado di capire compiutamente un brano scritto in italiano, riferendone a voce o per iscritto. Ciò vuol dire che siamo agli ultimi posti delle graduatorie europee. La percentuale dei laureati italiani, rispetto a quella dei Paesi europei ed extraeuropei è molto poco lusinghiera

Venditore: quindi ? Docente: quindi, il governo italiano dovrebbe presentare un grandissimo piano di riorganizzazione di tutta la Scuola italiana e finanziarlo con il denaro del Next Generation Eu Plan,preparato dalla Commissione europea; pena la decadenza del nostro Paese

Venditore: tu mi spaventi

Docente: non spavento nessuno, ma dico che “il medico pietoso fa la piaga verminosa”.Non vorrei che, a pandemia finita, tornassimo al precedente stile di vita  con la foga di chi ha vissuto un periodo di astinenza. Vorrei che  – all’unisono – tutti gli italiani chiedessimo una scuola all’altezza dei tempi, che stiamo vivendo.Ciao, Alfio

Venditore: spero che ai miei figli tocchi una buona scuola.Ciao, professore.