Dialogo tra Renato,studente diciottenne, e Amedeo, pensionato settantaquattrenne

(nella foto, Una sala della biblioteca della Fondazione Cini, Isola di San Giorgio, Venezia)

 

 

 

di Carmine Granato

Renato: buongiorno, Amedeo. Come mai indossi quella mascherina, color giallo paglierino, che ti nasconde bocca e naso ?

Amedeo: buongiorno, Renato. Come mai non indossi una mascherina ? Non hai sentito che bisogna usarla per difendere sé stessi e per non infettare

gli altri ?

Renato: lo so, lo so; ne ho anche una in tasca, ma ho dimenticato di indossarla, perché non riesco ad abituarmi. Ora la indosso, stai sereno e non andare via

Amedeo: perché non dovrei andare via ?

Renato: perché ho bisogno di parlare ad un saggio come te, per capire come gira l’Italia, in questo brutto avvio di XXI secolo

Amedeo: perché ti sembra brutto questo primo quinto del secolo XXI?

Renato: e me lo chiedi ? La tua generazione ci ha lasciato un Paese, che  non gode di buona salute, per dirla elegantemente. E il Covid- 19, impietosamente, ce lo sbatte in faccia, quotidianamente

Amedeo: di ciò che stai ereditando che cosa ti piace di meno ?

Renato: la prima eredità, che mi viene in mente, è negativa; nel senso che  già dalla nascita mi porto sulle spalle la mia quota di debito pubblico, che non so come e quando potrò pagare

Amedeo: non posso darti torto, ma ti ricordo che stai ultimando il tuo Liceo Classico e l’anno prossimo potrai frequentare una facoltà universitaria, grazie alla Repubblica italiana, che ti garantisce il diritto allo studio

Renato: E’ vero. Tuttavia, a proposito di scuola, devo dire che non sono del tutto contento perché dalla scuola mi aspettavo più di ciò che ho avuto, finora

Amedeo: precisa il tuo pensiero.

Renato: comincio dall’edilizia. Da bambino, ho visitato  parecchi stati europei, insieme con i miei genitori, entrambi insegnanti. Ho avuto modo di vedere molte scuole  e, francamente, posso dire di avere invidiato gli studenti di quei paesi, che hanno delle scuole belle e spaziose, fornite di impianti sportivi bellissimi e invitanti. Io, invece, frequento un liceo, che si trova in un vecchio convento e che ha la palestra a due chilometri dalla sede centrale della scuola; la biblioteca è aperta a singhiozzo

Amedeo: e poi ?

Renato: credo che la scuola italiana abbia bisogno di svecchiarsi e di mettersi al passo con i tempi. Non mi chiedere cosa si dovrebbe fare, perché non sono un esperto. Posso solo dirti che, a volte, la scuola mi sembra un luogo ingessato in tante assurde regole e si  lamenta delle lunghissime e inutili riunioni e degli innumerevoli adempimenti e dei moduli da compilare, che mai nessuno leggerà; l’ho sentito dire dal mio professore di Filosofia

Amedeo: è proprio così. Non ti ho mai detto che sono un insegnante in pensione e, a proposito di burocrazia e scartoffie, un preside mi ha raccontato di avere inviato a Ministero della Pubblica Istruzione un capitolo dei Promessi Sposi alla volta, per 36 anni, in sostituzione della relazione di rito, nella sua veste di presidente di commissione degli esami di stato, prevista dalle disposizioni vigenti, come si scrive in burocratese

Renato: nessuno se ne accorto ?

Amedeo: si dice che le relazioni dei presidenti siano state custodite in uno scantinato  del ministero di Viale Trastevere e che la scoperta dell’originale edizione dei Promessi Sposi sia stata scoperta per via di un ricorso gerarchico, presentato da un commissario d’esame. Hai altre lamentele da manifestarmi ?

Renato: Siccome sono già elettore, avendo compiuto i 18 anni da qualche mese, seguo la politica e mi informo, leggendo almeno due quotidiani, al giorno. Sono alquanto demoralizzato; a volte penso che studiare possa essere veramente inutile. Recentemente ho letto una frase, scritta da un giornalista, di cui non ricordo il nome, che non mi ha sollevato il morale:  “Il problema della classe dirigente che ha preso il potere in Italia non è solo ignoranza, livore, violenza verbale, odio verso il giusto e il colto. È la volgarità, il kitsch, il linguaggio da sito porno. Forse non han rubato soldi (forse) ma hanno rubato bellezza e rispetto”

Amedeo: ti capisco; tuttavia ti invito a ricordare la storia e le storie, che hai imparato a capire, a scuola, studiando storia greca e storia romana e traducendo dal latino e dal greco antico. Infine, ti ricordo la grande lezione del filosofo napoletano, Giambattista Vico,  su “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”, che, in soldoni, afferma che nella storia dei popoli ci sono alti e bassi, come per le persone. Buona fortuna, Renato

Renato: Grazie, Amedeo. Sapevo che mi avresti tirato su il morale. Ti auguro una buona giornata. Vado a casa, perché fra un’ora ho una lezione di Educazione Civica in dad, o didattica a distanza. Oggi, la lezione è a cura di un noto costituzionalista italiano.