Un viaggio particolare: Bologna-Lugano, andata e ritorno

Ovvero, del sentirsi inadeguati… di Angela Lonardo Sofia, la moglie di Renato s’era spenta a causa di un male terribile, la famiglia frantumata come un fragile cristallo. Renato non riusciva a riprendere in mano la propria vita. Il giornale comprato e mai letto, la polvere che faceva da padrona nella stanza invasa da cianfrusaglie e … Leggi tutto Un viaggio particolare: Bologna-Lugano, andata e ritorno

Marsiglia e la bouillabaisse

I colori del gusto di Cesira Sì, l’abbiamo cercato il locale che la sapesse fare, la bouillabaisse, e l’abbiamo trovato in un angolo del Vecchio Porto, non lontano dalla CriéE, l’edificio del  mercato generale, ora Teatro Nazionale. Ci siamo arrivati in ritardo rispetto al nostro appetito, perché su quel tratto di strada incontri Marsiglia, quella … Leggi tutto Marsiglia e la bouillabaisse

Brasile

di Lucio Raineri Salvador de Bahia… un’ esperienza. Brasile? Donne…….No, la prima esperienza è puramente spirituale e religiosa. Sull´aereo incontro Joao, un giovane seminarista brasiliano di Salvador che rientra a casa dal seminario in Sardegna. Parliamo della teologia della liberazione. Una religione povera per i poveri. Loro non usano l´abito talare, perché sarebbe troppo elegante … Leggi tutto Brasile

Quanto sei bella, Roma!

di Cesira

tu con il cuore nel fango
L’oro e l’argento, le sale da tè
Paese che non ha più campanelli…

Carrellata di foto e pensieri dal mio ultimo indimenticabile viaggio a Roma, nel settembre 2019 per fare gli auguri, oggi, 21 aprile, alla Città Eterna

(21 aprile 753 a.C.- 21 aprile 2000).

Tre giorni di un settembre denso di quella luce che solo certe stagioni sanno scagliare sui marmi sui tetti sulle cupole di Roma, ed io immersa in una Bellezza conosciuta eppure ogni volta nuova.

Gli scatti che hanno fissato alcuni momenti di questa passeggiata romana provano a raccontare quello che ora, in tempo di coronavirus, appare come un evento e ti sorprende a commuoverti.

Quanto sei bella, Roma, a Trinità de’ Monti, sempre frequentata e mai scontata, dove vai a ricercare la finestra della casa di Keats, a destra della prima scalinata, e lo vedi, il poeta della bellezza fisica che è anche spirituale, affacciato con lo sguardo volto alla Barcaccia e ai palazzi.

Roma
Trinità de’Monti, la scalinata e la fontana come le vogliamo ricordare.

E senti i suoi versi fluttuare tra la pietra dello scalone…

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo”.

Roma
Piazza di Spagna, La Barcaccia(1629) di Pietro Bernini, padre di Gianlorenzo.

 

Roma, carrozzelle a Piazza di Spagna
Roma, carrozzelle a Piazza di Spagna.
Vaticano
Sguardo sulla facciata della Basilica. Il marmo e gli azzurri…

Quanto sei bella Roma, in una San Pietro quasi vuota di folle, quasi surreale quella mattina, con la voce che rimbomba dal selciato al Colonnato del Bernini…

Roma
Chiesa di S. Maria della Vittoria., l’Estasi di Santa Teresa, di Gianlorenzo Bernini, 1647.

Quanto sei bella, Roma, mentre contemplo l’estasi di Santa Teresa in una mattinata senza tempo, e mi perdo in quell’ineffabile.

Roma
Fontana di Trevi, dettaglio

Quanto sei bella, Roma, tra i vicoli antichi che ti fanno sbucare, di sera, in una Fontana di Trevi gremita di umanità multicolore venuta a vederla rinnovata, bianca, imponente. Un’ inglesina lascia scivolare a terra il suo gelato per gridare “Marcello!” e La dolce Vita rivive là, tra il rumore dell’acqua scrosciante sul marmo candido appena ripulito.

Roma
Piazza di campo de’ Fiori, cuore di Trastevere, con la statua bronzea del filosofo Giordano Bruno, qui messo al rogo il 17 febbraio del 1600.

Quanto sei bella, Roma, ma bella bella davvero, in piena notte a Trastevere con Giordano Bruno che ti guarda, le orchestrine che suonano e ti senti a casa, anche davanti un piatto goffo da turisti…

e capisci che dovevi fare ancora due passi verso il  Portico di Ottavia, dove vai subito dopo, accolta dagli effluvi di una cucina vera, colta, popolana eppure raffinata. Gli accordi di un violino partono dall’ anfiteatro sottostante e scivolano tra i selciati, i templi, gli scavi, sotto l’imponente Sinagoga per arrivare ai tavoli e accarezzare carciofi alla giudìa, hummus e falafel, in un tripudio di sacro e profano.

Di fisico che diventa spirituale.

Come dice il poeta affacciato sulla scalinata.

Come l’anima di Roma.

Roma
Il Ghetto ebraico, tavoli all’aperto e musiche di sottofondo.
Roma
Le prime luci si accendono sulle mura e le colonne del Ghetto.
Roma
Il Portico di Ottavia, scorcio preserale. Arrivederci, Roma!

 

IL CASTELLO DEL RITORNO

  di Giuseppe D’Emilio (Pelagio D’Afro/4)    Ma fu dopo la curva che lo vide. Non si aspettava che il castello apparisse dalla strada così presto. Evidentemente ricordava male. Il tempo e le distanze, si sa, sono fattori variabili con l’età; quando si è piccoli, tutto è più, rispetto alla realtà: più grande, più bello, … Leggi tutto IL CASTELLO DEL RITORNO

Besame… Besame Mucho…

La Penninata S. Gennaro di Lucio Paolo Raineri Mentre il mio cuore dialoga con i 160 scalini della Penninata S. Gennaro, un insolito accordo di fisarmonica, laggiù, alla prima rampa. In quarant’anni di vita, in questo quartiere, queste scale le ho affrontate in maniera diversa. A volte, di prima mattina, in gioventù, volando, (parite ‘na … Leggi tutto Besame… Besame Mucho…