Le solitudini umane… dove mi porta la mente

Il distanziamento sociale

di Anna Maria D’Angelo

È da tanto che medito su questo argomento. Prima del Corona Virus.
Il Covid19 lo ha solo fatto riemergere in tutta la sua grandezza e gravità.
L’uomo è un animale sociale. Ce lo dice la scienza. Sia pure con delle differenze, vive in gruppi perlopiù chiamati famiglia. In un recente passato la famiglia non si limitava alla coppia con i figli, ma poteva prevedere nonni, zii e altro. Lì si svolgeva la vita sociale. Con qualche raduno nei luoghi di culto, feste familiari, scuola e, per i più fortunati, c’erano occasioni culturali.
Nel tempo, il capitalismo ha preso il sopravvento e ha deprivato questo gruppo sociale di molte di queste occasioni. Occasioni perdute, in nome del potere, riservato a pochissimi su tantissimi. Ma si sa, la storia si ripete.
Quel potere che da sempre l’uomo vuole esercitare su qualcuno. E saranno sempre le categorie più fragili, a farne le spese. Il potere. Quello dell’uomo sulla donna, quello del ricco sul povero, quello sugli animali, purtroppo anche quello dell’intellettuale sull’incolto, fino al controllo totale o quasi di una gran parte dell’umanità che è stata gradualmente assoggettata alla supremazia di pochi. Al punto da ridurre nell’uomo il grado di socialità, le sue competenze sociali.

Questo serviva e serve a renderlo vulnerabile, condizionabile.

SOLO.


Ma gli esseri umani, si sa, hanno molte risorse. E negli ultimi due decenni sono stati in grado di sostituire la mancanza di socialità con e attraverso la tecnologia. Nacquero i social network.
I social. Facebook per il volgo. Whatsapp per tutti o quasi. Instagram per i fighetti. Twitter per gli snob. A seguire, ce ne sono tanti altri più o meno dedicati, più o meno utili o no.
Facendo un salto in avanti arriviamo al Corona virus. Anche in passato ci sono state epidemie che hanno falcidiato gli esseri umani. La peste, la spagnola, l’ebola, ma nessuna di queste sciagure aveva una caratteristica simile a quella del Corona virus. La capacità di distruggere totalmente la socialità reale che pure aveva subito grandi trasformazioni, sempre in nome del capitalismo. Una situazione senza precedenti nella storia. Antica e moderna. Siamo testimoni di qualcosa di grande, che non credo essere il virus. Uno dei primi veri esempi di “governo” mondiale, e mai come questa volta il termine governare è più indicato.
Ed è un paradosso che proprio i social ci siano venuti in aiuto in questo momento di solitudine non scelta.
Viene chiamato distanziamento sociale.
La definizione tecnica di un comportamento animale.
Sembra il titolo di un documentario ma è solo la vita reale.

Ma ci sono loro, i social, a venirci in aiuto. Perché ci fanno sentire ancora le parti di un tutto e per continuare a essere governati.

Non avevamo bisogno di questo. 

Di essere parte di un tutto lo avevamo dimenticato. Lo abbiamo dimenticato.
Soprattutto in una sfera reale.
I social, virtualmente, riescono nell’intento. Sono un’illusione. E il distanziamento sociale sembra meno doloroso. Ma è là vivo e più vegeto di prima.

Pronto a distruggere definitivamente quelle competenze sociali di cui l’uomo era fiero.

Pronto a governarci.

Asmara
Asmara, la vita semplice e vera.

Anna Maria D’Angelo è un’insegnante italiana che vive e lavora temporaneamente nella Scuola Italiana di Asmara.