Primo maggio a Versailles

Lo sfarzo, l’inno, il ricordo, gli ossimori

di Cesira

Versailles
La reggia di Versailles, dopo il primo cancello.

Quando mi trovo, con la mia amica di vita e di viaggio, davanti ai cancelli dorati che dal piazzale ti fanno entrare alla reggia del Re Sole, inizio a provare un certo sconcerto. Che ci faccio io qua.

Oggi, primo maggio, con Bandiera rossa che mi ronza in testa, con l’idea romantica del bocciolo di rosa che i parigini donano alle loro amate in questo giorno… con i fotogrammi di me bambina che correva con gli altri bambini per la grande piazza gioiese affollata di persone, quasi tutti uomini, che aspettavano l’apertura della finestra del palazzo di Bianca Bisegna, socialista vera a quei tempi, in un paese democristiano, l’accensione delle luci del salone interno, l’inno dei lavoratori urlato da un microfono, la sua voce calda e autorevole che si diffondeva su tutta la piazza… e adesso mi ritrovo tra gli ori della monarchia assolutistica francese. Ma so che siamo venute fin qui da Pescara con un volo economico della Ryaner  per visitare la mostra dei Tesori del Santo Sepolcro, dono dei reali europei a Gerusalemme, un evento a cui la mia amica, che si prepara ad allestire una mostra d’arte sacra in Abruzzo, non è voluta mancare.

Quattro, dico quattro, ore di fila all’aperto tra pioggerellina e picchi di sole, tra camicetta senza maniche e impermeabile, ombrelli aperti e ombrelli chiusi, coca cola e patatine da una mano all’altra, scatti fotografici, cellulari che squillano e imprecazioni impazienti. Tutta quella marea umana di centinaia di persone in cinque ordinatissime file era là per visitare la reggia, noi, quattro gatti, per i tesori sacri, era necessaria una fila unica, mi sarei messa a gridare.

Quando ci fanno entrare, quasi quasi scapperei a comprarmi una baguette con jambon e altre tre lattine di coca cola, perché, tra fila in piedi e quasi digiuno, sto perdendo persino la vista. Non si può.

La mostra è davvero interessante e ci ripaga del sacrificio che ormai è alle spalle e va a posarsi su chi è ancora fuori in fila…

Versailles
I giardini di Versailles
Versailles
Giardini della reggia di Versailles, dettaglio.

E la reggia? E le stanze reali? Solo i giardini, solo i giardini. Meravigliosi. Io resto ferma all’idea che Bandiera rossa che mi ronza in testa e quei luoghi e quel lusso dorato e ostentato sono incompatibili. Non serve dire tra noi . La mia amica è complice… ma sì, quante ne abbiamo viste di regge, torniamo a Parigi.

Paris
Place des Vosges

La sera, complice una bianca luna parigina, ci concediamo una lunga sosta davanti a Notre Dame illuminata. Una sosta senza tempo. È tardissimo. Torniamo a casa a piedi in una città semideserta… eccoci a Place de Vosges, anima di Parigi, dove Alessandra, che in quei giorni è in Italia, ci ha messo a disposizione il suo fascinoso appartamento parigino.

Il primo maggio è celebrato. Bandiera rossa la trionferà, canticchiamo e… a nanna. Vogliamo crederci ancora.

Pellizza da Volpedo
Il quarto stato, Pellizza da Volpedo