AGRICULTURA –   8 Marzo: l’agricoltura veneta si tinge di rosa

“Sono cuoche contadine, pastore, malgare, praticano la pesca, fanno attività didattiche e sociali, allevano animali di razze in via d’estinzione,  coltivano sementi antiche,   le imprenditrici agricole sono l’anima delle mille campagne”.

Lo ha dichiarato Chiara Bortolas (nella foto), bellunese presidente di Donne Impresa Coldiretti che conta circa 24mila associate.

Nelle stanze dei bottoni o in una stalla, tra i banchi dei mercati la presenza femminile in agricoltura e’ determinante e testimonia la responsabilità di una scelta che e’ tutta per la qualità della vita.

Chiara Bortolas
Chiara Bortolas

“Sono cuoche contadine, pastore, malgare, praticano la pesca, fanno attività didattiche e sociali, allevano animali di razze in via d’estinzione,  coltivano sementi antiche,   le imprenditrici agricole sono l’anima delle mille campagne”. Lo afferma Chiara Bortolas, bellunese presidente di Donne Impresa Coldiretti che conta circa 24mila associate.  Nelle stanze dei bottoni o in una stalla, tra i banchi dei mercati la presenza femminile in agricoltura è determinante e testimonia la responsabilità di una scelta che è tutta per la qualità della vita.

Il ritorno nei campi non conosce limiti di età.

Lo attuano  persone mature o giovani: un’azienda su quattro è rosa e la titolarità non spaventa neppure le under 35.

L’impegno politico, sindacale  è un richiamo spontaneo per Chiara Bortolas, orticoltrice e biologa bellunese. Come lei, tante imprenditrici agricole, di ogni provincia d’Italia,  trovano il tempo di conciliare aspetti privati e familiari con incarichi pubblici.

“In questo momento particolare – dice Bortolas – il pensiero è per le amiche padovane professioniste dell’ospitalità ancora bloccate nella zona rossa: a loro  esprimo la mia vicinanza e quella del coordinamento regionale.

Sono state le prime a mobilitarsi sui social network lanciando messaggi di coraggio e raccontando le giornate difficili passate da recluse a causa dell’emergenza sanitaria.

Una riflessione, inoltre, merita tutto il sistema agroalimentare italiano in sofferenza per l’instabilità economica e il clima di insicurezza in generale”.

Ripristinare la fiducia nel Made in Italy è la priorità delle agricoltrici di Coldiretti schierate in prima fila nella comunicazione e relazione con la società, in particolare verso i bambini con un programma di educazione alimentare riconosciuto nell’ordinamento scolastico.