C’è parere e parere

Certe dispute sul Covid, mi fanno ricordare un fatto, accaduto l’anno scorso ad un mio ex collega, docente di Lingua e letteratura italiana.

Leggo di persone quasi analfabete di ritorno o comunque a digiuno di qualsiasi forma di alfabetizzazione culturale, che pretendono di discutere e di dare giudizi in virologia e in epidemiologia, parlando alla pari con scienziati, che operano nel settore da almeno sette lustri o anche di cinque, ma comunque esperti riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

Andiamo per ordine.

Il mio ex collega, Ettore, abita  in un paesino del Veneto ed ha due sorelle, casalinghe e coniugate con prole, che si amano come il diavolo e l’acqua santa.

I genitori dei tre  hanno acquistato un appartamento, in montagna, ma  non lo usano più, per motivi di età.

Eufrosine, la sorella maggiore, ha una figlia, Giulia, che è fidanzata con un ragazzo francese, di Nizza, Gilbert.

Parlando con i futuri consuoceri, Eufrosine ha vantato molto il suo appartamento, offrendolo ai nizzardi per una vacanza, che , manco a dirlo, prevedeva una serie di visite a Venezia e alle isole della laguna.

Eulalia, la sorella minore, invidiosa di Giulia, non avrebbe mai dato il consenso per cedere l’appartamento ai francesi, neanche per mezza giornata.

Eufrosine, conoscendo la posizione della sorella, chiama Ettore e gli propone di chiedere a Eulalia di rinunciare alla sua porzione di eredità sull’appartamento di montagna.

Ettore fa presente a sua sorella che all’eredità non si può rinunciare, prima che muoiano i genitori.

Eufrosine replica che secondo lei la sorella minore può essere costretta a rinunciare se si è d’accordo in due su tre e che – comunque – il suo parere vale almeno quanto quello di suo fratello, “anche se io sono casalinga e tu sei professore”.

Ettore si affanna a spiegare che non è questione di casalinga e professore, ma è una questione di logica e di diritto.

Eufrosine pensa che suo fratello la voglia trattare come don Abbondio trattò Renzo Tramaglino e va su tutte le furie.

Ettore non perde la calma e chiude la conversazione dicendo a sua sorella, che avrebbe consultato un notaio.

Tutti sappiamo, chi per esperienza e chi per cultura, che Ettore aveva ragione e che il notaio non avrebbe mai potuto accettare una rinuncia all’eredità, a genitori vivi, sani e lucidi.

Eufrosine, convinta che il suo parere valesse almeno quanto quello del notaio, reagì con molta veemenza al verdetto “contraio” e accusò il fratello e l’anziano e dotto professionista di essere complottardi e compagni di merenda.

Eufrosine interruppe i rapporti con Ettore e con Eulalia.

I futuri consuoceri non apparvero mai all’orizzonte perché Giulia aveva rotto il fidanzamento con Gilbert e i tre fratelli si divisero: Eufrosine da sola, Eulalia ed Ettore si trattano, ma tiepidamente, perché Eulalia accusa Ettore di non essere stato “fermo e deciso” con Eufrosine.

C’est la vie.

Carmine Granato