L’uguaglianza tra le persone non esiste

In nome di una malintesa uguaglianza, ogni giorno siamo inondati di pensieri bene o male articolati, espressi in un italiano spesso molto claudicante da persone che pensano di potere discutere di qualunque  argomento e con qualsiasi persona.

 

 

 

di Carmine Granato

 

Partiamo da una  semplice definizione di uguaglianza: condizione determinata dalla compresenza, in due o più persone, di attribuzioni, caratteristiche o proprietà identiche.

Penso che non si sia mai verificato che due o più persone abbiano avuto o abbiano caratteristiche identiche, che siano, cioè, perfettamente uguali e sovrapponibili.

Penso che ogni individuo sia un microcosmo a sé, che possa avere caratteristiche  analoghe, ma mai perfettamente uguali a quelle di altre persone , anche se la natura è capace di tutto e nessuno può escludere nulla.

Penso che, quando si parla di uguaglianza, sia sempre necessario aggiungere un aggettivo o una specificazione, altrimenti parliamo del nulla, creiamo equivoci e vendiamo fumo.

Uno degli equivoci più nocivi e più diffusi negli ultimi venti anni  è  l’illusione che siamo tutti uguali, a prescindere da conoscenze, competenze, professionalità, cultura, titolo di studio e professione esercitata.

I social media alimentano questa illusione, che ha deleteri risvolti politici, economici e sociali, perché ognuno che lo voglia ha a disposizione una tastiera e vi può scrivere ciò che vuole.

In nome di una malintesa uguaglianza, ogni giorno siamo inondati di pensieri bene o male articolati, espressi in un italiano spesso molto claudicante da persone che pensano di potere discutere di qualunque  argomento e con qualsiasi persona.

L’affermazione secondo la quale il parere espresso a riguardo di una scienza da parte di un semianalfabeta valga quanto quella di uno scienziato è del tutto arbitraria e crea caos.

Il caos fa emergere dei demagoghi da quattro soldi, che vendono l’uguaglianza senza aggettivi, per carpire il voto ai gonzi, per poterli meglio ridurre in schiavitù

L’uguaglianza sacrosanta è quella contemplata dall’articolo 3 della Costituzione italiana: quella davanti alla legge.

Grazie all’attuazione – ancora parziale e claudicante – dell’articolo 3 della Costituzione, la società italiana è cambiata molto.

Le donne possono esercitare tutte le professioni che una volta erano riservate agli uomini, si laureano in numero sempre crescente e diventano imprenditrici in settori  tradizionalmente maschili.

 

L’uguaglianza davanti alla legge e ai diritti legati alla persona è alla base di tutte le convenzioni internazionali, anche se spesso essa resta sulla carta, non trovando applicazione concreta.

Il principio di uguaglianza davanti a Dio è l’unico che non ammette eccezioni.

Come sappiamo tutti, oltre 20 secoli fa, questo principio è stato introdotto da Gesù Cristo, che ha messo a soqquadro il mondo con una pacifica rivoluzione incompiuta,  che naviga non sempre in maniera lineare ed efficace.