Mettere a punto un  piano per le nuove generazioni

 

Mettere a punto un  piano per le nuove generazioni deve essere l’imperativo categorico per la politica italiana, se vogliamo proseguire sulla via del progresso e della pace sociale.

di Carmine Granato

Negli ultimi dieci anni, dall’Italia sono partiti 345 mila giovani: come se fossero spariti gli abitanti di Cosenza, L’Aquila, Massa e Padova

Parlando con i ragazzi, non è più raro sentirsi dire: “Non appena mi laureo, parto per l’estero”.

Vorrei che tutte le prime pagine dei giornali italiani pubblicassero un titolo, a caratteri cubitali: “L’Italia è meta ambita dei giovani di tutto il mondo”.

Andiamo per ordine.

La partenza dall’Italia è motivata, spesso, dalla possibilità di trovare un lavoro adatto agli studi compiuti, in Italia, dove ai laureati – troppo spesso – vengono offerti lavori di infimo ordine, con paghe risibili.

La partenza dall’Italia, che sforna anche laureati eccellenti e poi li regala ad altri Paesi, non di rado, è motivata dal desiderio di migliorare la propria qualità di vita.

Il desiderio di espatriare per trovare lavoro o per migliorare la propria qualità della vita è diventato contagioso, come e peggio di certe malattie infettive.

Per frenare l’emorragia di giovani e arginare il desiderio di fuga, poco o nulla facciamo, in Italia.

La pandemia, non ancora finita, ha fortemente penalizzato le donne e i giovani, studenti o già in cerca di lavoro, ma di loro ci preoccupiamo davvero poco.

Siamo molto affaccendati ad accaparrarci fette di sussidi e ristori, oggi, e facciamo finta che il futuro spetti di diritto ad ogni dritto, che si accaparri  parte del consenso popolare, usando slogan e promesse molto simili a quelle mai mantenute o impossibili.

In Italia, abbiamo tutte le potenzialità, per diventare meta di studenti provenienti da tutto il mondo,a condizione che la scuola e l’università, la ricerca di base e l’orientamento al lavoro o agli studi beneficino di una seria, profonda e severa “messa a punto”.

Purtroppo, a questo proposito  poco o nulla è in programma e il futuro per i giovani italiani è ancora denso di incognite, nonostante il piano “Next Generation Eu”.

Fino a quando ?