Alex Capano ci scrive dal Canada e volentieri pubblichiamo

(nella foto di Benvenuto Cifaldi, Deliceto)

Alex Capano è di Deliceto, un paese della provincia di Foggia, carico di storia e di storie.Nel 1967, durante i famosi Anni Sessanta, in settembre, lasciò paese, amici e parenti per emigrare in Canada: un distacco precoce.

Anche per gli adulti l’emigrazione  non quasi è mai una scelta libera, figuriamoci per i bambini, che si sentono sradicati prima di mettere radici.

Per i bambini il distacco dal paese e dagli amici, forse, può essere attenuato dall’idea di andare a scoprire un nuovo mondo, ma la cicatrice  resterà per tutta la vita.

Alex Capano ci ha scritto le parole che potete leggere in questo spazio e noi di articolonove speriamo che egli continui a scriverci e che convinca anche altri suoi parenti  e amici a  scriverci le loro storie e la loro storia.

Volutamente, non ho corretto qualche inevitabile errore di Alex Capano perché il suo scritto è il frutto dell’abbandono precoce della scuola italiana per andare a vivere e a studiare in Canada, usando una lingua diversa dalla sua.

Gli errori di Alex Capano ci aiuteranno a capire l’anima e gli stati d’animo di tutti i migranti, da e per l’Italia.

Alla grammatica penseremo un’altra volta.

a cura di Carmine Granato

Erano le 3 A.M. del 27 Settembre 1967 quando a Scarano Deliceto un paesotto vicino Foggia ho salutato i miei amici di scuola che havevamo passato insieme tanti belli momenti facendo giochi semplice e divertenti nei miei 14 anni di vita a Deliceto.

Mio padre era tornado il giorno prima dalla Germania quella e un’altra storia che io per sei anni della sua mancanza lo havevo visto una volta all’anno sia a Natale oppure veniva aiutare a mamma a mietere il grano in Luglio anche lui era gia un emigrante.

Quella notte era un po’ freschetta e pioveva un po. I miei amici erano li per me per salutarmi I miei nonni sia i genitori di mia madre e mio padre erano li.

Era un momento triste e contento per me, triste perche dovevo lasciare I miei amici nonni e miei zii.

Ero contento che andavamo a scoprire un’altro mondo che era Canada,  vedento la famiglia con lagrime negli occhi io rimasi con il cuore spezzato delle parole che dicevano quando ci dobbiamo vedere, rimaso commosso vedere tutti con le lagrime negli occhi, minuti tristi la partenza cosi ci siamo messi nella macchina e piano piano inizio a partire per Roma. Quattro ore di cammino pensavo anche io tante cose cosa che andavo a incontrare. Mio nonno Rocco anche lui fu in America a lavorare nelle miniere con suo fratello Giovanni e mi insegno un bel po’ di parole in inglese.