Luigino Tosatto ricorda i suoi nonni

Quante volte da boccia go’ corso coa bici de me nono, eppur non eo go’ mai visto montar sora na seeea de na bici.
Quante volte son nda’ in letto da boccia con me nona, sol letton grando, parche’ me nono dormia’ so’ n’altra camera.
Quante volte me nona me ga’ fato èa colazione, il pranzo, la cena, la merenda, il merendin,, quando la MIA CARA MAMMA ERA IN OSPEDALE per dar alla luce i miei 2 fratelli più piccoli…
Quante storie di tempi passati mi ha raccontato mio nonno, con mi senta’ sulle sue gambe.
Èa storia de petin eee peteee, del sor intento, dea guerra, dei Siori del nostro paese.
Quante braghe che me gà giusta’ me nona, sempre vestia col traverson par non sporcar i vestiti beiii.
Quante volte son nda’ messa con me Noni, vestiti aaaa festa, coa camiza bianca Lu’, col vestito beo Èa.
Quanto ho pianto in chiesa, quando è morta la mia nonna, era la prima persona a me cara che non avrei più rivisto, più sentito la sua voce, mangiato il suo cibo, dormito sul suo lettone.
Quanto ho pianto in chiesa quando il mio nonno mi ha lasciato… Ero il suo coccolo, il suo ruffiano, il suo nipote preferito… Gli avevo fatto una promessa, sacra, Santa, solenne,,, ero troppo piccolo, non ho potuto rispettarla,,, me ne son scusato con lui,,, spero mi abbia perdonato,,, era una promessa tanto desiderata da me nono..
Son stà fortuna” a cressar con me noni in casa,,, tante storie me le ricordo ancora, alcune le racconto ancora oggi.
I zovani de un quo’,, non i sà cosssa chei se perde non scoltar so’ NONNI, e non aver ea fortuna de vivar in casa con Eori.