ORATORIO ALLA BEATA VERGINE, AL BAMBINO, ALL’ANGELO CUSTODE E AL BEATO FELICE DA CANTALICE

(nella foto, Sagrato dell’oratorio)
L’oratorio alla Beata Vergine, al Bambino, all’Angelo Custode e al Beato Felice da Cantalice si trova a Padova in Via Antonio Fogazzaro, 2

Anna Maria Rizzato

 
La piccola chiesetta è adagiata su un lembo di terra, all’incrocio fra due strade e un piccolo fossato.
La chiesetta è tutta vestita a festa, splende del suo biancore dentro e fuori, e sembra orgogliosa dell’abito che indossa.
Questa mattina, col cielo azzurrissimo e l’aria frizzante Lei mi aspettava: “Sono aperta tutti i giorni “ mi ha gridato in un sussurro “e se cerchi lacerti di affreschi” ha continuato,” ne ho pochi, ma se ti siedi la fuori, nella panchina vicino all’ulivo, ti racconto chi sono, perché Io sono la più antica testimonianza religiosa di questa zona!”
Bartolomeo Zagaglia, proveniente da Bergamo, si era trasferito a Padova ottenendo l’iscrizione alla nobiltà locale; il suo figliolo, Evangelista senior, nel 1573 fece costruire la sua residenza estiva proprio in questa zona della Guizza e più tardi il nipote, Evangelista iunior, mi eresse, come ex-voto, dopo la cessazione della peste del 1630.
Il mio nome è un po’ lungo perché fui dedicata alla Beata Vergine, al suo Bambino, all’Angelo Custode e ad un Frate Cappuccino che pochi conoscono: Felice da Cantalice. Felice nacque nella piccola località di Cantalice in provincia di Rieti, figlio di contadini, iniziò la sua vita come bracciante e all’età di trent’anni entrò fra i cappuccini di Roma! Fu soprannominato” Deogratias” per la sua abitudine di usare questa esclamazione e diventò anche amico di San Carlo Borromeo e San Filippo Neri. Fu canonizzato nel 1724, primo cappuccino elevato a quest’onore.
La pala sopra l’altare maggiore parla proprio del mio “titolo” e suppongo che la figura sulla sinistra sia proprio il “mio committente costruttore” Evangelista iunior.
Gregorio Barbarigo, che era vescovo di Padova nel 1664, tentò invano, cum lacrimis, di farmi diventare parrocchia; Lui ci teneva molto a queste cose e mi è stato detto che visitò, nel suo tempo, ben 320 parrocchie della diocesi, anche le più lontane dalla città. Non divenni parrocchia ma, il secolo scorso, nel 1954, si costruì la Chiesa Parrocchiale dei Santi Angeli Custodi non troppo lontana da qui ed io adesso sono di proprietà loro.
Tutto considerato ho avuto una vita felice, ho accudito a tante anime, in mezzo a questi campi… ora i campi stanno scomparendo qui attorno, cedono il passo a nuove case e stanno scomparendo i fossi e le robinie, ma quello che mi turba di più è la mancanza di amici, quelli come te, che vengano a trovarmi, senza una ragione specifica, magari solo per amore dell’arte o per lasciarmi una preghiera “senza testo”.
DEOGRATIAS