Rio di Ponte San Nicolò, Arte e cimitero.

(nella foto, Scultura di Antonio Ievolella. nell’area antistante il cimitero di Rio di Ponte San Nicolò, alle porte di Padova)
Antonio Ievolella è stato mio collega docente al Liceo Artistico Modigliani, di Padova (Carmine Granato)
Oggi sono andata a visitare un cimitero alle porte di Padova, a
Rio di Ponte San Nicolò.
L’avevo già visitato nel 2008 in occasione
dei “Notturni d’arte-Padova e la scultura”. Dell’opera di Antonio
Ievolella, che ci accoglie nel parcheggio antistante al cimitero, non
parlerei come di opera scultorea bensì di un’installazione
architettonica che ci invita , con le sue figure in acciaio Corten,
alte più di otto metri, a fermarci e zittire già mentre parcheggiamo
l’auto: “I Guardiani della Dormiente” vegliano infatti sui defunti del
piccolo cimitero, ma ci invitano a riflettere prima della nostra
entrata nel luogo di sepoltura.
Dedico molto del mio tempo all’arte cimiteriale ma anche ai
Cimiteri (koimeterion) come luoghi di riposo, che, come più di una
volta ho cercato di dimostrare, sono ben rappresentati in questo senso
dai “cimiteri-giardino”, nati nel Nuovo Mondo dall’idea
“trascendentalista”. In forza di quest’ultima concezione filosofica, è
mia precisa convinzione che l’artista con le sue grandi figure ci
voglia fermare e spronare a guardare alla morte con occhi “semplici” e
a camminare tra le tombe dimenticando la nostra piccola quotidianità.
Perciò io cerco nel cimitero sempre una risposta al perché della
vita e i miei occhi incontrano gli sguardi fissi nelle lastre tombali,
le pettinature obsolete, le espressioni e i cipigli dei volti, il
silenzio che regna così lontano dai nostri cellulari e selfie e…
influencer.
L’idea di cimitero, qui in Italia, è così dissimile dall’idea di
sepoltura nata dal pensiero filosofico trascendentalista, a metà
dell’Ottocento. I nostri cimiteri mi paiono luoghi di “deposito” e di
dimenticanza, spazi dove scrollare la tristezza e nulla più di ciò, in
attesa di un immaginario e immaginato luogo d’incontro nell’aldilà. La
perdita è triste e dolorosissima, ma il comprendere che la morte è
parte della vita ci può rendere più “umani” proprio in questo momento
in cui tutto va così veloce. E l’artista, Antonio Ievolella,
certamente, come ogni vero artista, questo ha fatto, con la sua
installazione in freddo acciaio. E a lui io dico grazie… …
In stato di grazia.